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  • STESSO POST PER TUTTI I SOCIAL

    Capita molto spesso di sentirmi chiedere: “C’è un modo per pubblicare in un colpo solo su Facebook, Twitter, Google+ e qualunque-social-comprenda-la-mia-presenza?” Perché, così, si risparmia tempo. Perché in un secondo sono onnipresente con status, foto, video e chi più ne ha più ne metta, praticamente ovunque. Facile, no? I tool che permettono, in modalità freemium , di aggiornare i propri social-presidi sono un bel po’: Hootsuite , Postpickr o Buffer , solo per citarne alcune che rendono possibile, (con differenti capacità e servizi offerti), aggiornare in un clic tutti i tuoi Profili, Pagine ed affini. Dalla dashboard inserisci il testo, l’immagine o il link che vuoi pubblicare, selezioni su quali social la vuoi pubblicare e fai clic. Diversi piccioni con una fava , ma... C’è un ma! Questi meravigliosi strumenti (utilissimi per monitorare la propria attività, per altro), esprimono al meglio le loro potenzialità se usati cum granu salis e presentano comunque delle criticità. Ci sono diverse ragioni per le quali non è una buona idea pubblicare un contenuto automaticamente sui vari social, tra le più importanti troviamo: 1. Ogni social network richiede uno spazio, una modalità comunicativa ed un linguaggio specifico Su Twitter ho 140 caratteri disponibili. Su Facebook 63.206 . Su Google+, pare 100.000 . Su LinkedIn 600. Su Facebook posso usare espressioni come “condividere” e “mi piace” , su Twitter non esiste condividere , esiste il ReTweet al massimo. Su Twitter devo essere, per limiti imposti, attrattivo in poche parole e sfruttare al massimo le capacità della comunicazione verbale, mentre su Facebook e Google+ ho la possibilità di arricchire ciò che pubblico e puntare sull’impatto visivo immediato che offrono le immagini; su Instagram grandissima importanza ricoprono gli hashtag, anche usati in fila ed in gran quantità, mentre tanti hashtag, uno dietro l’altro, in altri social network rischiano di essere ingombranti e fuori luogo. Ciò richiede una diversa struttura del testo, differenti linguaggi e differenti modalità comunicative. 2.Ogni social network ha un “miglior momento per pubblicare” differente Monitorando la tua attività sui social potresti renderti conto che, ad esempio, i tuoi follower sono più propensi a retwittare ciò che pubblichi durante l’orario lavorativo infrasettimanale, mentre i fan su Facebook preferiscono interagire con i tuoi contenuti durante il week end o dopocena tra il lunedì ed il giovedì. Perché, magari, su Facebook ti segue una certa tipologia di persone, con un certo tipo di abitudini, su Twitter un’altra tipologia ancora. O, semplicemente, sono la stessa tipologia di utenti che usa social differenti in diversi momenti della giornata e per scopi diversi. Tu e soltanto tu puoi analizzare e capire chi, quando e come interagisce con la tua azienda e condividere lo stesso contenuto nello stesso momento su social network diversi può farti perdere importanti interazioni. 3. Che idea vuoi dare di te e del tuo brand? Se inizio a seguire il tuo account Twitter e vedo che la maggior parte dei tweet altro non sono che autopubblicazioni di post su Facebook, sicuramente con i testi troncati ed un link di accompagnamento, mi farò l’idea di una gestione professionale e superficiale, senza contare che il contenuto risulterà sicuramente meno attrattivo di uno caricato nativamente o ottimizzato per Twitter (es. con anteprima del link, foto correlata, hashtag specifici, mention o tag delle altre figure interessate dal post). Sicuro di voler dare questa impressione? Quindi, è il caso di pubblicare lo stesso contenuto in tutti i social con un clic solo per risparmiare una manciata di minuti? A mio avviso no. Certo, può aver senso fare qualche attività di cross-posting tra i vari social in modo da favorire lo interscambio tra le varie base fan e follower (in particolare funziona bene il binomio Instagram/Facebook), ma in generale non è una bella pensata ed è poco professionale. Vale la pena utilizzare le varie piattaforme di Social Media Management per gestire la nostra attività sui social? Sì, certo. Prima di tutto perché ti permettono (ad esempio Hootsuite ), anche gratuitamente, di programmare i tuoi post , in modo che vengano pubblicati nell’orario che reputi più congeniale, secondariamente perché hanno varie funzioni che rendono possibile monitorare il tuo andamento sui social (anche qui, in modo diverso di tool in tool) e poiché la fase di analisi e monitoraggio è fondamentale in ogni social-strategia che si rispetti, ne vale sicuramente la pena. Inoltre ti consentono di gestire rubriche, team e offrono varie funzionalità che spesso i social nativamente non offrono. Ricordati però sempre di ottimizzare i tuoi post in base all’ambiente nei quali li vuoi pubblicare; questo inciderà sulla loro performance e sull’immagine che vuoi dare del tuo brand. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! E' ORA CHE LA TUA AZIENDA LAVORI CON RAGAZZI CHE FACCIANO VERAMENTE PARTE DEL TUO PROGETTO. PROFESSIONISTI CHE DANNO IL GIUSTO VALORE AD UNA COLLABORAZIONE CON IL TUO BRAND E NON TI TRATTINO COME UN NUMERO ED IN MANIERA FREDDA! ED E' ORA CHE TU SPENDA IL GIUSTO E NON CIFRE ESORBITANTI PER LAVORI RIDOTTI ALL'OSSO! CLICCA QUI E PORTIAMO IL TUO BUSINESS NELLA STRATOSFERA!!! 🚀🚀🚀

  • UN BUON SOCIAL MEDIA

    Non passa mese che non mi arrivi un’email del tipo “Quale libro/corso/percorso mi consigli per diventare Social Media Manager?”. Bella domanda. Figura sempre più richiesta il Social Media Manager pare sia chi si occupa di gestire gli account social dei brand (tristemente rispondente per alcuni a quella figura mitologica che “gestisce le pagine Facebook” ), ma in realtà richiede molte più competenze di quanto si creda, in alcuni casi ancor più specialistiche. Gestire e moderare la community ( Social Media Management ), analizzare le performance e le conversazioni che si sviluppano intorno al brand ( Social Media Analysis/ Brand Reputation Monitoring ), progettare, creare e ottimizzare le campagne a pagamento ( Social Media Advertising ), progettare piani editoriali coerenti e business-oriented ( Social Media Content Curation ) e così via, in una più ampia micro-specializzazione che nei grandi team digital è sempre più richiesta. Tante competenze e micro-aree di lavoro, per comodità riassunte nella mirabolante figura del Social Media Manager. Ora, prima di dare consigli su come diventare un buon professionista in questo ambito, chiariamo cosa è il Social Media Marketing. Prendendo in prestito una parte di quella che Philip Kotler, padre della disciplina, ha dato al marketing, possiamo dire che: Il social media marketing è l’arte e la scienza di rendere i social media reali risorse di business in modo concreto e misurabile, fornendo contenuti rilevanti agli utenti Il Social Media Manager SERIO insomma, lungi dall’essere quello che “pubblica cose sui social” è chi si occupa di rendere i social media reali risorse per i brand , in modo concreto. E se vuoi distinguerti dalla massa di improvvisati lì fuori, devi munirti di 3 cose ben precise: passione, pazienza e tanta, tanta voglia di studiare. Oltre a tanta voglia di portare risultati e non fermarti ai like ed ai follower, naturalmente. Tornando a noi, da dove partire per lavorare nel Social Media Marketing? 1. Osserva, inizia a curiosare e a prendere confidenza con i ferri del mestiere Apri una pagina Facebook, anche sulle tue ciabattine da casa o sul tuo gatto (meglio ancora se su un tuo interesse o hobby) e cerca di capire come funziona, quali sono gli strumenti che servono per gestirla, come si crea. Apriti un account Instagram, inizia a passarci più tempo, esplorando le varie aree, voci, ma soprattutto, le dinamiche. Cosa fa sì che un determinato post abbia tanto successo e un altro no? Cosa rende un profilo molto più interessante da seguire, mentre altri non se li fila nessuno? Esplora, prima di tutto come utente. Per ore, giorni, mesi. Se pensi sia una perdita di tempo, ti rassicuro subito: Non puoi essere un buon SMM se prima non comprendi come utente le dinamiche dei social Ogni social media ha toni, modalità di utilizzo e linguaggi differenti l’uno dall’altro e se prima di tutto non impari a comprenderli e ad utilizzarli come utente sarà impossibile saperlo fare bene in quanto brand; prenditi il tempo di capire e prendere confidenza con i vari strumenti che i social offrono, dovrai avere la massima dimestichezza con i ferri del mestiere e perché accada ti serve tempo. Ti annoia, ti stanca, non ti piace svernare in questi spazi? Beh, forse non è il mestiere adatto a te. Si è mai sentito di una baby-sitter brava che odia i bambini? Ma soprattutto…tu lasceresti i tuoi figli ad una baby-sitter che odia i bambini? Mi raccomando, inizia fin da subito a curare la tua identità digitale , a partire dal blog e dai tuoi account social (in particolare Facebook e LinkedIn); che tu voglia lavorare per un’agenzia, un brand o, meglio ancora, come freelance, 9 su 10 i tuoi datori di lavori spizzeranno i tuoi presidi online prima di chiamarti. E tu devi presentarti e raccontarti al meglio. 2. Leggi tanto e segui corsi di specializzazione Quando ho iniziato io non c’erano molti corsi tra i quali scegliere e libri specialistici da studiare, quindi gran parte del lavoro l’ho fatto da sola e seguendo corsi online d’oltreoceano. La buona notizia è che oggi ce ne sono tantissimi di corsi (anche a distanza) e di libri tra i quali scegliere, direi che ne nascono ogni giorno come funghi; la cattiva notizia è che, siccome c’è molta richiesta di corsi di questo tipo, li offre chiunque, anche una marea di agenzie e professionisti cialtroni. Come trovare il giusto corso da seguire? Prima di scegliere esamina attentamente chi sono i docenti del corso , ma soprattutto quali sono le opinioni in Rete circa gli enti/agenzie che le offrono e di chi ha già seguito quel tipo di corso; una cosa è sicura, se ti promettono di farti diventare un professionista fatto e finito, un esperto in 8 ore, scappa a gambe levate. Puoi scegliere di fare un lungo corso di specializzazione o master per darti una solida base o magari seguire più workshop e micro-corsi, ma ti consiglio caldamente di non “formarti tutto da solo” ; seguire un corso ad hoc ti permetterà di evitare errori evitabili, di non reinventare la ruota e soprattutto di fare conoscenza con chi come te ha scelto questo percorso. E crescere con lui. “No, ma online c’è già tutto, gratis” Oh certo, online trovi tanto, tantissimo, forse mettendo insieme i pezzi che trovi a destra e a sinistra puoi creare un corso di Social Media Marketing avanzato della durata di anni. Eppure non c’è cosa più stupida e miope che affidarsi alla sola formazione gratuita online; perché perdere ore, giorni, mesi e ricomporre un puzzle mastodontico con il rischio che comunque alla fine ti manchino dei pezzi, quando c’è già qualcuno che, ovviamente pagando, può risparmiarti tutta quella fatica e offrirti percorsi già delineati, ponderati e ben costruiti? Perché perdere ore e ore impazzendo nel cercare risposte online quando qualcuno può insegnarti il metodo per trovarle, il mindset giusto per risparmiare tempo e denaro in strumenti e ricerche assurde? Insomma, ci siamo capiti. Questo non significa che tu non debba beneficiare del mare di contenuti che trovi in Rete, anzi, ti sono di enorme supporto per aggiornarti e crescere, come vedremo. 3. Pratica e networking per crescere Ovviamente alla teoria andrà affiancata la pratica; inizia con seguire piccoli progetti, ma inizia il prima possibile, appena sei sicuro di non fare troppi danni, ecco. Devi lavorare sul campo per capire come funzionano le cose, oltre la teoria! Sbaglierai, su questo non ci sono dubbi, fa parte del percorso di crescita; l’importante è imparare dagli errori, non ripeterli, ma soprattutto, non promettere ai clienti qualcosa che non si è in grado di mantenere o un’esperienza che ancora non si ha; in questo senso gli stage ti permettono di imparare da chi ha più esperienza di te sul campo, ma occhio ovviamente a farti affiancare da chi veramente vuole insegnarti e non farti fare caffé e fotocopie da mattina a sera. Ti consiglio tantissimo di iniziare a fare networking fin da subito, offline negli eventi di settore e online nei vari gruppi, basta cercare per trovarne tantissimi. Ti aiuterà non solo a restare aggiornato e a creare legami che ti saranno utili, ma anche a confrontarti con altri specialisti in caso di dubbi o domande. Osserva, commenta, domanda, non c’è modo migliore di imparare. 4. La formazione continua è fondamentale Ogni lavoro, anche il più statico, richiede una formazione e un aggiornamento continuo, ma nel Social Media Marketing alla continuità si aggiunge la velocità , quella di un mondo che cambia strumenti, paradigmi, ambienti ogni giorno. Se vuoi fare di questo ambito il tuo lavoro dovrai restare GIORNALMENTE (sì, non mensilmente o settimanalmente) aggiornato su tutte le novità ed i trend di settore. Come? Procurati un buon news reader (io personalmente uso Feedly ) in cui raccogliere tutte le fonti da seguire; ti consiglio di partire da quelle di matrice americana generalmente più aggiornate (ah, ho menzionato che saper leggere e comprendere l’Inglese è molto, molto importante per fare questo lavoro? A mio avviso essenziale), come Social Media Today, Social Media Examiner, Hubspot, Marketing Land, TechCrunch . Segui corsi di aggiornamento e i professionisti che ogni giorno condividono e commentano le novità, offrendoti anche punti di vista interessanti; ovviamente ci sono anche tantissimi blog e siti di settore molto interessanti da seguire, ma, siccome elencandoli di sicuro me ne dimenticherei qualcuno (facendo incazzare quel qualcuno), li lascio scoprire a te 🙂 Social media manager: più che una professione, un percorso Non basterà una settimana né qualche mese per poterti dire preparato, ma servirà l’esperienza e le competenze assimilate nel tempo, come del resto accade per ogni lavoro; in questo specifico però è davvero necessario l’entusiasmo e l’interesse . Da una parte per l’aggiornamento continuo che richiede che, alla lunga, se non supportato da un genuino interesse, diventa stremante, dall’altro perché, essendo una figura nuova e facilmente confusa con “il cugggino che sta tutto il giorno su Facebook” o “il giovane smanettone che ne sa di computer”, potresti far fatica a legittimare la tua professionalità (e quindi i soldi che ti fai pagare). Non mollare e dimostra con la preparazione e con i risultati quanto la tua figura sia importante per qualsiasi brand. Piccolo o grande. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! E' ORA CHE LA TUA AZIENDA LAVORI CON RAGAZZI CHE FACCIANO VERAMENTE PARTE DEL TUO PROGETTO. PROFESSIONISTI CHE DANNO IL GIUSTO VALORE AD UNA COLLABORAZIONE CON IL TUO BRAND E NON TI TRATTINO COME UN NUMERO ED IN MANIERA FREDDA! ED E' ORA CHE TU SPENDA IL GIUSTO E NON CIFRE ESORBITANTI PER LAVORI RIDOTTI ALL'OSSO! CLICCA QUI E PORTIAMO IL TUO BUSINESS NELLA STRATOSFERA!!! 🚀🚀🚀

  • NON SAI COSA FARE NELLA VITA? FAI IL SOCIAL MEDIA MARKETER

    Il Social Media Marketer è una figura sempre più richiesta e proprio per questo finiscono per lanciarsi sul mercato anche tanti individui e agenzie improvvisate, rendendo estremamente difficile per chi non è addetto ai lavori (o quanto meno ne mastica un pochino), capire se si ha davanti un professionista oppure no. Dopotutto, per determinare quantomeno le competenze di chi asserisce di far parte di questa categoria ci sono tantissime certificazioni più o meno blasonate, ma non un percorso standardizzato, un ordine o un timbro che ne definisca l’appartenenza. Insomma, chiunque può svegliarsi una mattina e proclamarsi Social Media Manager, nonostante ciò in realtà richieda un percorso di costante formazione, esperienza e aggiornamento. Il problema quindi per molti imprenditori e manager diventa: Come faccio a sapere se la persona incaricata è preparata e sa quel che fa? Come faccio a capire se ho messo in mano la faccia della mia azienda (sì, gli metti in mano proprio faccia e reputazione) alla persona giusta? Qui ti indico quelli che, a mio avviso, sono chiarissimi segnali di allarme che dovrebbero farti prendere in considerazione l’idea di fare il fagotto con tutti i tuoi account Sociali e darli in mano a qualcuno che ne sappia fare miglior uso. Ed il prima possibile! Però, una precisazione importante… Nessuno nasce imparato Io stesso ho fatto una marea di errori e tutti ne facciamo, soprattutto all’inizio, soprattutto quando il percorso è nuovo e si va delineando man mano che cammini ed è assolutamente più che giusto dare una possibilità a chi ha appena iniziato questo lavoro e ha voglia di imparare. Quello che però non va bene, non va assolutamente bene è fornire un servizio senza avere le competenze necessarie per erogarlo , solo perché è molto richiesto, è remunerativo, è il trend del momento, soprattutto se in mano hai la reputazione di un’impresa che si interfaccia con un numero indefinito di persone e ciò che racconta, come lo racconta, possono influire sulle decisioni di acquisto e sul posizionamento che ha nelle menti di una quantità imprecisata di consumatori. Quello che non va bene è improvvisarsi Social Media Manager o fornire servizi di Social Media Marketing solo per fare qualche soldo in più, magari dopo aver seguito un corso da 9,99 euro comprato online dal sedicente guru di turno. Detto questo, partiamo con i chiarissimi segnali che forse la persona/agenzia alla quale ti sei rivolto non è proprio la scelta più azzeccata. 1) Post promozionali. Come se non ci fosse un domani Questo non è Social Media Marketing, questo è trapiantare la tecnica promozionale da media tradizionale nel terreno del marketing digitale e, credimi, non funziona. Da scappare, a gambe levate possibilmente. Se la strategia del tuo Social Media Marketer o dell’agenzia alla quale hai affidato i tuoi account social risiede nel pubblicare solo o per la maggior parte messaggi commerciali , promozionali, “compra!”, “sconti imperdibili!”, “acquista subito!” , probabilmente la tua Pagina/account social avrà scarsissime interazioni e già questo dovrebbe farti capire che qualcosa non va. Qualche like sparso qui e là, magari da parte di amici, dipendenti o clienti affezionatissimi, ma niente di più: questo non è Social Media Marketing, questo è trapiantare la tecnica promozionale da media tradizionale nel terreno del marketing digitale e, credimi, non funziona. Pubblicare solo post promozionali costa meno tempo ed energie (quelle per pensare a cosa pubblicare per interessare e coinvolgere la nostra target audience e studiarla, ad esempio) ma non è una strategia e non fa sicuramente bene alla tua azienda, né ai clienti o potenziali clienti che non abitano i Social Network con l’intento di essere bombardati con messaggi pubblicitari. L’agenzia/professionista serio studia per il tuo brand un piano di contenuti in grado di farti raggiungere i tuoi obiettivi coinvolgendo, non convincendo, bilanciando i vari formati e le varie rubriche in modo strategico, rispettando le logiche del social network. Che NO! Non è una vetrina. 2)” Questa settimana abbiamo acquisito 180 nuovi fan: stiamo andando alla grande!” Misurare il successo nei Social Network solo in base a quanti “mi piace” ha la tua Pagina o a quanti follower ha il tuo account Instagram è una delle cose più stupide che si possano fare : ci sono tante metriche (meglio ancora, KPI--> Key Performance Indicator ) che ti aiutano a capire se stai raggiungendo i tuoi obiettivi, ma di certo il numero di “mi piace” alla tua Pagina non è e non deve l’unico modo che hai per capire se la presenza della tua azienda nei Social stia dando frutti. Si tratta di un numero facilmente gonfiabile (basta una campagna di Social ADS o, peggio, di acquisto fan/follower per vedere quel numero schizzare alle stelle) e non ti fa capire se stai raggiungendo dei reali obiettivi di business. Il tuo Social Media Marketer deve scegliere insieme a te quali sono i KPI da misurare , proprio in base a ciò che vuoi raggiungere in questi ambienti: offrire un servizio di social care? Far conoscere il tuo brand presso determinati segmenti? Acquisire traffico referenziato? Acquisire contatti qualificati? Vendere, più o meno direttamente? Te le ha fatte queste domande? Se è solo il numero di “Mi piace”, o anche fosse commenti, condivisioni e reazioni, ciò che il tuo consulente in Social Media Marketing misura per capire l’andamento della sua attività, c’è un problema ed enorme direi! 3) Analisi e richiesta di informazioni: 3 domande buttate li non bastano Ti fideresti di un dietologo che ti rifila una dieta (spacciandola per “personalizzata”, oltretutto) dopo averti fatto poche domande e preso giusto un paio misure? No e non dovresti, perché evidentemente non ti sta offrendo un regime alimentare calibrato in base alle tue necessità, stile di vita ed eventuali patologie, ma l’ennesima dieta generica ipocalorica che va bene un po’ per tutti (e magari rischia di creare danni al tuo organismo, proprio perché ha bisogni unici da indagare e ai quali rispondere). Allo stesso modo, scappa da chi ti propone una strategia e un piano editoriale dopo averti fatto poche e generiche domande . Non dimentichiamo mai infatti, nemmeno per un attimo, che se a questo lavoro è stata aggiunta la parola “marketing” c’è un perché: Il marketing, tra le sue mille sfaccettature, è analisi, definizione e studio dei target, studio concorrenza,creazione di valore per questa nicchia, progettazione di azioni coerenti con target e obiettivi. Se il tuo Social Media Marketer si è limitato a chiederti le credenziali di accesso ai tuoi Social account e a farti qualche frettolosa domanda circa le promo in corso e “chi fornisce il materiale da pubblicare” , ma non ti ha fatto un’intervista approfondita (in genere più di una) per capire la tua realtà aziendale, mission, obiettivi, target, azioni precedenti, posizionamento voluto e aspettative per dirne alcune, hai un problema. Come può infatti veicolare i valori della tua azienda, perseguirne gli obiettivi…se non li conosce? Sarà un’attività raffazzonata e standardizzata , che costa sicuramente meno tempo e fatica a lui ( che ci vorrà mai a postare 4 o 5 cose a settimana? ) , ma porterà ben pochi benefici alla tua impresa. Questa disciplina è e deve essere analisi, progettazione, monitoraggio e ottimizzazione. 4)”Facebook, Twitter, Instagram? Con il mio sistema pubblichiamo la stessa cosa ovunque, in un attimo” Se copia e incolla la stessa medesima cosa in tutti i Social che gestisce per la tua azienda, hai un problema. Se il tuo Social Media Marketer pubblica qualcosa su Facebook e lo auto-pubblica identico in tutti gli altri Social, hai un grosso problema. Ogni Social Network ha i suoi linguaggi, tempi, modalità di comunicazione e specifiche tecniche , per ogni post che fai ne va valutata la compatibilità con target, obiettivi e calendario editoriale e va adattato al contesto. Sicuramente pubblicare in un colpo solo ovunque fa risparmiare tempo, ma non è Social Media Marketing. Nemmeno un po’. Vale la pena ricordarlo: Il Social Media Marketing è dare il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto. 5) Report…che? Il serio professionista analizza periodicamente le attività dei social account che gestisce per il tuo brand e ti invia report periodici (generalmente mensili, ma dipende dal tipo di attività e dalle richieste del committente). Viceversa, come puoi sapere quali risultati state raggiungendo? A occhio? A “sensazione”? Il serio professionista identifica e sceglie insieme al cliente quelli che saranno gli indicatori performance delle attività , gli eventuali test da fare, dove e come investire il budget pubblicitario, inviando costantemente dei report al cliente, commentandoli insieme a lui e, alla luce dei risultati e delle novità introdotto dai vari social network, rivedendo la strategia, tagliando “i rami secchi” e ottimizzando. Niente report periodico? Nessuna proposta di implementazione, miglioramento, introduzione di nuovi formati/rubriche alla luce dei risultati, quantomeno ogni 12 mesi? Male senjor! Male! Altri errori madornali di Social Media Marketing che meritano una menzione (e un addio) speciale 6) Auto-condividersi costantemente i post/ mettersi “mi piace” da solo 7) Fare stalking agli utenti per venir considerato (es. mandare messaggi privati commerciali, pubblicare nelle bacheche altrui messaggi commerciali senza loro specifica richiesta, intervenire a gamba tesa in gruppi/discussioni per piazzare i propri contenuti) 8) Non avere un calendario editoriale (altrimenti detto “pubblicare a caso” , quando si può e ci va) 9) Inserire tantissimi hashtag ovunque, senza tener conto della specificità di ogni social network. È amatoriale, fastidioso, e spesso controproducente 10) Cancellare i commenti negativi e “far finta di niente”, anziché gestirli e trasformarli da criticità in opportunità 11) Non rispondere ai commenti , specialmente quando negativi 12) Pubblicare contenuti che non hanno niente a che vedere con identità/obiettivi dell’azienda ma prendono qualche “mi piace” (es. meme, aforismi “generici”) 13) Acquisire molte reazioni, commenti, condivisioni ed in generale interazioni da pubblici non conformi per caratteristiche demografiche a quelli che rappresentano le target audience del brand (es. se vendi in Italia e molte interazioni provengono da India e Africa, hai un problema gigante quanto il continente di cui sopra). Questi sono dei chiarissimi segnali di allarme che ti dovrebbero far riflettere sulle reali competenze di chi ti gestisce i Social account aziendali. E' è molto importante che i dirigenti delle imprese, piccole o grandi, abbiano un’idea di come andrebbe fatto ciò che incaricano di fare , di cosa sono gli spazi social, cosa offrono, che dinamiche hanno e, soprattutto, capiscano l’importanza dei Social Network per la propria azienda: non è semplicemente una Pagina di Facebook. Non è semplicemente una mini-estensione della propria impresa in Rete. E’ l’agorà digitale in cui ci interfacciamo con i nostri clienti e potenziali clienti , in cui mettiamo la faccia ogni giorno e costruiamo (o distruggiamo) relazioni e reputazione . E va curata con l’attenzione che merita. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! E' ORA CHE LA TUA AZIENDA LAVORI CON RAGAZZI CHE FACCIANO VERAMENTE PARTE DEL TUO PROGETTO. PROFESSIONISTI CHE DANNO IL GIUSTO VALORE AD UNA COLLABORAZIONE CON IL TUO BRAND E NON TI TRATTINO COME UN NUMERO ED IN MANIERA FREDDA! ED E' ORA CHE TU SPENDA IL GIUSTO E NON CIFRE ESORBITANTI PER LAVORI RIDOTTI ALL'OSSO! 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  • 5 IDEE DI BUSINESS ONLINE DA AVVIARE QUEST'ANNO

    In questo articolo analizziamo i business online più validi e redditizi da avviare nel 2022. No, non parleremo dei lavori per guadagnare online ma ti spiegheremo quali sono gli step da seguire per lanciare un’attività sul web in modo profittevole ed efficace. Non hai ancora le idee chiare su quale tipo di business digitale lanciarti? Non preoccuparti, in questo post parleremo dei migliori business online del 2022 (che ormai non possono più essere ignorati) per aiutarti a fare la tua scelta. Pronto? Si parte! Cos’è un business online? Per business online intendiamo qualsiasi attività redditizia che sfrutta internet per crescere. Capisci bene come questa definizione sia davvero ampia e che contenga all’interno un numero esorbitante di di business e con esso un numero infinito di possibilità , per chiunque. Anche perché, nella definizione di business online, non rientrano solo quelle attività che nascono grazie ad internet ma comprende anche quelle attività che utilizzano internet solo per farsi conoscere e farsi contattare da potenziali clienti. Pensa ad attività locali come un ristorante o ad un negozio che non offre spedizioni, ad esempio. Queste attività, che sfruttano la rete semplicemente come biglietto da visita, potranno comunque decidere di offrire i loro servizi anche online. È possibile creare un business online da zero senza investire? Creare un business online da zero senza spese è possibile , ma dipende essenzialmente da 3 fattori: hai un’attività e decidi di iniziare a vendere online: se, ad esempio, hai un negozio fisico e decidi di iniziare a vendere anche online ed effettuare spedizioni. Oppure hai un’attività di consulenze e decidi di proporre i tuoi servizi anche per via telematica; hai le competenze trasversali per non richiedere la collaborazione di altri professionisti: non dover pagare collaboratori, almeno inizialmente, è sicuramente un risparmio sostanzioso. Il nostro consiglio è comunque quello di rivolgerti a professionisti, delegando alcune mansioni, se vuoi far crescere la tua attività; vuoi creare un business incentrato sulle tue competenze e sulla tua expertise: se possiedi competenze che puoi insegnare ad altri, ad esempio attraverso corsi di formazione o consulenze, quello che dovrai fare è attuare una strategia di personal branding per posizionarti al meglio e diventare autorevole nel tuo mercato. I migliori business online del 2022 Facciamo una carrellata di quali sono i migliori business online su cui lanciarsi nel 2022. Aprire un e-Commerce con prodotti fisici o in dropshipping Aprire un negozio online è forse una delle prime cose che viene in mente quando si parla di business digitale e di imprenditori digitali. Esiste una differenza sostanziale tra un e-commerce di prodotti fisici rispetto ad un e-commerce in drop-shipping: in termini di logistica, di difficoltà e di investimento. Aprire un ecommerce con prodotti fisici è molto più dispendioso rispetto ad uno in dropshipping, poiché dovrai occuparti di reperire il materiale, di stoccarlo e di spedirlo. Aprire un ecommerce in dropshipping invece significa proprio vendere i prodotti di terzi , e quindi di un magazzino che non ti appartiene e che, di conseguenza, non dovrai gestire. Non è difficile capire che, aprire un e-commerce in drop-shipping, abbatterà notevolmente i costi ma anche l’impegno necessario alla gestione dello store. In entrambi i casi avrai comunque bisogno delle competenze necessarie per gestire un e-commerce o rivolgerti ad un professionista che lo faccia per te, anche se si tratta di un costo aggiuntivo. Qualora tu abbia le competenze informatiche necessarie e decidessi di aprire un e-commerce in drop-shipping, le uniche spese che dovrai sostenere, saranno: i costi della piattaforma , variabili in base a quella che deciderai di utilizzare per creare il tuo ecommerce; advertising , per aumentare le vendite; un professionista SEO , se non possiedi questa competenza, per aumentare il traffico organico verso il tuo sito web. Quello che dovrai fare è un piano per il tuo budget e distribuirlo in queste 3 macro aree in base alle tue esigenze: non tralasciare nulla, è importante un equilibrio tra tutti questi fattori. Un’altra strada può essere ad esempio investire in corsi di formazione come Facebook ads pro e Google advanced, per dare un boost al tuo advertising sia su Facebook che su Google. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Un e-commerce in drop-shipping ha anche i suoi lati negativi come, ad esempio, essere consapevoli che nella maggioranza dei casi i tuoi prodotti non li vendi solo tu e proprio per questo dovrai differenziarti, e per farlo, non sarà una buona tattica quella di vendere i prodotti a prezzi scontatissimi. Potrai anche tenere i prezzi più bassi rispetto ai tuoi competitors ma non dimenticare che dovrai comunque guadagnarci rincarando i costi dei fornitori e di gestione. Il nostro consiglio è quindi quello di acquistare da diversi fornitori da cui potrai avere diverse fasce di guadagno, anche a seconda della tipologia di prodotti. Mai sentito parlare dei prodotti civetta? Sono proprio quei prodotti che attirano il cliente nel nostro store per il prezzo vantaggioso ma che lo spingerà ad effettuare altri acquisti. Se siamo abbastanza bravi nella vendita infatti (anche grazie al copywriting persuasivo), riusciremo a fare in modo che non sia l’unico prodotto nel carrello, che per noi equivale ad un bassissimo, se non nullo, guadagno. Creare un ecommerce in dropshipping quindi non solo è possibile, ma potrebbe portare davvero a grosse soddisfazioni se sarai un abile strategist. Creare asset da monetizzare con l’affiliate marketing Per affiliate marketing si intende la vendita di prodotti online di terzi da cui si guadagna una % per ogni vendita. Non è necessario essere un influencer ed avere tanti followers sui social per poterlo fare, certo può essere una strada, ma esistono altri asset. Quali? Potresti ad esempio aprire un blog , consigliare prodotti inerenti al tuo sito, e venderli tramite i link di affiliazione . In questo modo gli utenti del tuo blog potranno cliccare sul link ed acquistare i prodotti facendoti guadagnare una % sulle vendite . Lo stesso meccanismo puoi applicarlo creando un gruppo a tema sui social network. Creare una community significa radunare delle persone che condividono una passione e che hanno delle credenze in comune. Questi fattori fanno sì che gli utenti instaurino un sentimento di appartenenza , si fideranno di te e dei consigli degli altri componenti della community. Proprio per questo motivo non sarà affatto difficile consigliare e “convincerli” ad acquistare prodotti che tu consigli. Ma attenzione, questo non significa che potrai propinargli qualsiasi cosa, il rischio di perdere la loro fiducia è dietro all’angolo e recuperarla sarà alquanto difficile, se non impossibile: sii professionale, consiglia prodotti e servizi che sai davvero essere di valore. Un approccio simile può essere quello di raccogliere contatti email , attraverso una landing page ad esempio, ed attuare una strategia di email marketing, proponendo i tuoi prodotti affiliati. L’affiliate marketing è sicuramente una strada per guadagnare online che può rivelarsi molto redditizia ma devi anche tenere in considerazione che potresti metterci molto tempo e molte energie prima di vederne dei risultati soddisfacenti. Creare un infoprodotto o avviare una scuola online Creare e vendere infoprodotti, come ad esempio videocorsi o ebook, o avviare una scuola online richiede un requisito fondamentale : un’ elevata competenza ed expertise sull’argomento che si vuole insegnare. Cercare di insegnare qualcosa senza averne le capacità è molto rischioso. Il mondo del web è pieno di corsi di formazione e per essere davvero competitivi bisogna prima di tutto offrire dei contenuti di valore, differenziarsi e attuare le giuste strategie. Sei davvero esperto in qualcosa? Bene, ma è giusto che tu sappia che è necessario un investimento iniziale : in termini economici : per pagare la piattaforma sulla quale deciderai di appoggiarti, o il sito web, ma anche pagare professionisti che ti aiutino a creare i tuoi infoprodotti come un videomaker, ad esempio; in termini di tempo : per creare e pubblicizzare il tuo info prodotto, ma anche il tuo personal brand. Sul web esistono tantissime piattaforme su cui poter vendere i propri infoprodotti: Hotmart , Kajabi , Teachable , LearnDash e molte altre. Self Publishing Il self publishing è una tipologia di business che prevede l ’autopubblicazione di una propria opera letteraria, digitale ma anche cartacea, senza appoggiarsi ad una casa editrice. La vendita del proprio libro o manuale digitale viene quindi fatta attraverso un sito web personale oppure appoggiandosi a piattaforme di vendita , come ad esempio il servizio di autopubblicazione di Amazon. Se si tratta invece di un libro cartaceo è possibile trovare rivenditori a cui affidare delle copie per la vendita, oltre che utilizzare anche in questo caso il tuo sito web e Amazon o altre piattaforme di vendita. I costi variano enormemente. Se per un ebook dovrai pensare solamente a scrivere e pubblicizzare per vendere le tue copie online, per un libro cartaceo dovrai considerare i costi della stampa e della distribuzione. Chiaramente senza considerare i costi legati ad un ghost writer se ne avessi bisogno. Oltre al fatto che cambia anche la tassazione : in Italia scrivere e vendere un ebook comporta un inquadramento fiscale completamente diverso rispetto alla pubblicazione di un libro cartaceo, parla quindi bene con un commercialista prima di prendere la tua decisione. Ma ciò che farà davvero la differenza in questo business è: trova un argomento di largo interesse, se già non possiedi una community pronta a comprare qualsiasi cosa tu decida di pubblicare; fai una ricerca di tendenze e keyword per capire quali argomenti sono maggiormente ricercati online; se hai tanto da dire ma non te la cavi con la scrittura, trova uno scrittore esperto nell’argomento o comunque fai correggere la tua opera ad un professionista; realizza la grafica della copertina o trova un professionista; declina e pubblica il testo nei vari formati digitale e/o cartaceo e audiolibro; avvia una campagna promozionale ad hoc, coinvolgendo anche persone influenti sui social che rispecchiano i tuoi valori; investi i guadagni su nuovi libri per moltiplicare le tue entrate. Da dove iniziare per avviare il tuo business online da zero? Fino ad ora abbiamo fatto una carrellata dei business online più redditizi, ma potrebbe non averti aiutato nella scelta. E no, la scelta migliore non è iniziare con il business più redditizio in assoluto. Questo perché spesso si hanno tante idee, forse troppe , e nessuna di queste viene concretizzata perché non in linea con i nostri ideali e passioni. Spesso l’unico obiettivo è quello di lavorare da casa con internet e voler guadagnare il più possibile, dimenticandoci però di quali sono le nostre passioni e predisposizioni. Ma non preoccuparti. Ora vedremo proprio quali sono i primi passi da compiere per entrare nel mondo dei business online. La prima cosa è cominciare da te: quali sono le tue passioni? le tue predisposizioni personali? Sfatiamo un mito : non è vero che scegliendo il lavoro che ami non lavorerai nemmeno un giorno della tua vita (con tutto il rispetto per Confucio). Anzi, lavorerai molto di più proprio perché è la tua passione, ma lo farai con molta più carica rispetto ad un lavoro che non è nelle tue corde. Scegliere quindi un lavoro che ti appassiona e in cui sei bravo è la combo perfetta per iniziare con il piede giusto. Chiaro, per avere successo ci vogliono anche le competenze per dare del valore ai tuoi clienti. Ma non solo. Sarà anche estremamente importante studiare il mercato della tua nicchia e quindi analizzare i tuoi competitor. Questo non significa copiare, ma significa cercare di far meglio di loro e differenziarti rispetto a loro. Dare un valore aggiunto ai tuoi clienti, rispetto i tuoi competitor, ti servirà per avere maggior successo nel mercato. Fare un’analisi di mercato approfondita è uno step fondamentale per capire chi è il tuo pubblico, cosa si aspetta dai tuoi prodotti e/o servizi. Questo perché analizzando i loro bisogni sarai anche in grado di colmarli. Non è una cosa da poco. Studiare il mercato ti permette anche di stabilire il prezzo più corretto per il tuo prodotto che non dovrà essere né troppo basso , per svalutare il tuo prodotto e/o servizio, ma nemmeno troppo alto , perchè rischieresti di spingerli da un competitor. Se la tua intenzione è quella di vendere il tuo prodotto e/o servizio ad un prezzo alto non è sbagliato, ma devi essere consapevole che dovrai lavorare davvero tanto sulla forza del tuo brand e spiegare davvero bene ai tuoi possibili clienti perché dovrebbero spendere di più per il tuo prodotto, rispetto ad altri meno costosi: cosa ti differenzia? Preparare quindi il lancio del tuo prodotto e/o servizio , con un doveroso hype, ed accompagnando il possibile cliente ad una scoperta del brand graduale, parlando dei vantaggi e delle soluzioni che il tuo prodotto e/o servizio ha da offrire , potrà davvero fare la differenza. Insomma, si sa, la prima impressione conta. Ma non cercare il perfezionismo. Parliamoci chiaro, è giusto pianificare , ma questo non deve essere un ostacolo all’azione. La validazione del tuo prodotto e/o servizio la riuscirai a fare proprio nel momento in cui lanci il tuo prodotto, dopo le prime recensioni e solo dopo aver visto i risultati del tuo lancio. Se il lancio va bene e il tuo prodotto e/o servizio piace avrai tutto il tempo del mondo per scalare e far crescere così il tuo business. Conclusione Eccoci alle conclusioni di questa guida ai business digitali più redditizi. Abbiamo visto cos’è e quali sono i business online di maggior successo che noi Marketers consigliamo. Ma non devi dimenticare di seguire le tue passioni , per avere successo e crearti una vita straordinaria, o non ordinaria. Per partire è quindi necessario che tu ti chieda: cosa mi piacerebbe fare? in cosa sono bravo o posso diventarlo? Ma non aspettare troppo. Evita la trappola del perfezionismo e inizia! Altro consiglio: non avere fretta. Seguire una crescita sostenibile , e quindi non voler tutto e subito, ti permetterà di fare le cose per il meglio: te non andrai in ansia perchè avrai il tempo di cercare eventuali collaboratori adatti alla mansione, i tuoi clienti manterranno una buona esperienza di acquisto e il tuo prodotto e/o servizio non ne risentirà di qualità. Non puoi andare da 0 a 100 in 30 secondi: prenditi il tempo necessario. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! E' ORA CHE LA TUA AZIENDA LAVORI CON RAGAZZI CHE FACCIANO VERAMENTE PARTE DEL TUO PROGETTO. PROFESSIONISTI CHE DANNO IL GIUSTO VALORE AD UNA COLLABORAZIONE CON IL TUO BRAND E NON TI TRATTINO COME UN NUMERO ED IN MANIERA FREDDA! ED E' ORA CHE TU SPENDA IL GIUSTO E NON CIFRE ESORBITANTI PER LAVORI RIDOTTI ALL'OSSO! CLICCA QUI E PORTIAMO IL TUO BUSINESS NELLA STRATOSFERA!!! 🚀🚀🚀

  • COME CREARE UNO STORE CON SHOPIFY DA MIGLIAIA DI $ IN POCHE MOSSE

    Il magico Dropshipping con Shopify Noi abbiamo iniziato a lavorare come Affiliate Marketer con discreti risultati, però ad un certo punto sentivamo che c’era qualcosa che non andava, qualcosa di sbagliato nel nostro modello di business. Così abbiamo scoperto Shopify , ma facciamo un passo indietro: Sì siamo tutti d’accordo che con una campagna di Affiliate Marketing di successo si possono fare molti molti soldi! Però la cosa che ci infastidiva maggiormente era la totale mancanza di controllo. Puoi avere la miglior campagna del mondo tra le mani che ti frutta decine di migliaia di euro ogni giorno… Ma non puoi mai sapere se domani l’advertiser spegnerà l’offerta perché ha terminato il budget, perché ha esaurito le scorte, perché vuole promuovere direttamente il prodotto o per qualsiasi altro motivo. Quindi il semplice fatto di non aver il controllo sul nostro Business ci ha fatto capire che dovevamo cercare qualcos’altro Niente di nuovo, un concetto che esiste da molti anni, però con tutti i servizi online disponibile attualmente è diventata un’attività alla portata di tutti e con bassissimi costi di start up. Un ruolo chiave lo giocano i fornitori cinesi, che vendono prodotti a prezzi ridicoli e spedizioni sempre più veloci ed economiche. Ci si può mettere in contatto con loro molto facilmente tramite Aliexpress o Alibaba , che sono i portali più conosciuti. Quindi ricapitolando, ecco come funziona il Dropshipping con Shopify. Beneficio numero 1: NON Dovrai mai gestire nulla di simile: Semplicemente hai il tuo e-commerce online con il tuo Brand sotto il tuo completo controllo, ti preoccupi di trovare il prodotto che possa interessare ad una nicchia di appassionati e lo promuovi tramite la traffic source che più ti piace. La nostra fonte di traffico preferita è Facebook Ads ma ne esistono a migliaia, a differenza delle affiliazioni, qui non c’è nessuno che ti costringe ad utilizzare alcune piuttosto che altre. In più con il dropshipping abbiamo un sito di nostra proprietà, quindi possiamo sfruttare al massimo le potenzialità del Pixel di Facebook, e soprattutto dopo ogni singola vendita avremo anche la mail dei nostri potenziali clienti, quindi lavorando sul backend si possono realizzare ulteriori profitti. Ok ragazzi tutto molto bello, mi piace questo mondo, ma come inizio? Oltre alle scartoffie tecniche come la costruzione dello store, ads e tanto altro che magari sarà approfondito in un altro articolo, la prima cosa da fare è la ricerca di mercato per individuare una nicchia di appassionati che non vedono l’ora di avere il nostro prodotto tra le loro mani. Possiamo partire anche da un nostro Hobby, in questo caso abbiamo una serie di vantaggi, primo tra tutti che siamo già esperti di quella specifica nicchia quindi sappiamo già cosa vendere. Ecco un buon pdf di Justin Cener da cui puoi prendere qualche spunto: Però dobbiamo anche osservare il rovescio della medaglia, se siamo gli unici amanti del nostro Hobby non avremo nessuno a cui vendere il nostro prodotto naturalmente. Quindi anche se si vuole partire da una propria passione bisogna tenere sempre a mente se questa ha un suo audience, e cosa molto importante, se questo pubblico è disposto a spendere soldi per il nostro prodotto. Molto spesso ci sono nicchie con un audience molto grande, ma sono difficili da monetizzare, come ad esempio gli adolescenti che sono molto attivi sui social ma che non hanno la carta di credito. Se invece siamo a corto di idee, nessun problema ci sono vari siti su cui possiamo trovare ispirazione, primi tra tutti Amazon e Ebay dove basterebbe spulciare tra la classifica dei bestseller per avere molti spunti interessanti. Un altro strumento che puoi utilizzare è Pinterest Un social network che oltreoceano è molto gettonato ed è ricco di idee, è necessario solamente digitare il nome di una nicchia, oppure come in questo caso nome della nicchia+oggetto in questo caso dog+ring (anello). Appena troviamo qualcosa di interessante ci basterà cercare l’oggetto su Aliexpress e inserirlo sul nostro store. La parola magica per passare da 0 a 1114$/day Il modo migliore per iniziare a testare le tue campagne con il tuo e-commerce è usando una parola molto semplice. Talmente semplice e scontata che viene troppo spesso lasciata nel dimenticatoio. Questa parola merita di far parte del tuo arsenale come marketer e come web-entrepreneur. Tutti la conosciamo e tutti la adoriamo. Sto parlando della parola “FREE”. Secondo te è possibile costruire uno store di successo e portare a casa numeri molto interessanti vendendo prodotti gratuitamente? Beh, sicuramente non ha molto senso . Rilassati e continua a leggere Tra qualche riga sarà tutto più chiaro. Stai per scoprire come costruire campagne profittevoli vendendo prodotti al 100% FREE + (ricetta magica). Saprai benissimo che ogni giorno che passa la concorrenza si fa più sfrenata e catturare l’attenzione della tua audience è sempre più complesso e dispendioso. Creare un effetto “wow” nel tuo potenziale cliente non è facile. Per riuscire a catturare l’interesse della tua audience devi riuscire a sorprendere . Riuscire a stupire è un’arte antica che rimane la chiave del successo del business delle aziende on e offline. C’è chi lo fa usando design avveniristici, chi lavorando sul copy, chi addirittura si “limita” al brand positioning e al pricing. Per un Marketer che vuole sfondare nell’industria dell’e-commerce il miglior modo per farlo è usando la parola magica FREE . Offrire un prodotto completamente gratis è un ottimo modo per presentarsi ed acquisire nuovi clienti. Questa strategia crea una connessione emotiva con il tuoi lead unica e irripetibile. Se riuscirai ad unire questa potente parola alla costruzione di un adset vincente la viralità della tua campagna sarà semplicemente scontata. Ti ritroverai letteralmente in mano con una aspirapolvere di traffico a costi ridicoli. Lo voglio ripetere: ridicoli . Naturalmente ora so a cosa starai pensando. Ok ragazzi, vendo un prodotto free, ma se la matematica non è un’opinione… tra spese di prodotto e spese di traffico … vado in profondo rosso. La risposta è N-I. Ora stai per scoprire come capovolgere la situazione a tuo favore . Analizza meglio la situazione: Le spese per il traffico tendono ad essere contenute per la tua offerta FREE. L’ads è virale e viene condivisa spesso e volentieri, praticamente i tuoi clienti lavorano per te per generare nuovo traffico! Decidi di proporre per “free” un prodotto, che ti costi meno 4 dollari per pezzo.Questo prodotto non lo hai scelto a caso. Ha una particolarità. Per la tua audience ha un A lto valore percepito . Questo porta gran parte dei tuoi potenziali clienti direttamente al carrello. E’ molto importante dedicare il giusto tempo alla ricerca dei prodotti dall’alto valore percepito. Senza questo tutta la strategia perde senso. Ora ti chiedo un favore: Mettiti nei panni del tuo cliente . Ormai sei cotto a puntino. Quella ads ti aveva davvero conquistato. Il prodotto ha un valore percepito altissimo. E ora hai la possibilità di procurartelo gratuitamente. Non ci hai pensato due secondi e hai cliccato sul bottone “Scopri di più”. Era più forte di te. Ti sei subito fiondato nel checkout, hai dato la tua email e tutti i tuoi dati di spedizione. Se a questo punto ti venisse chiesto un piccolo contributo , magari di 9 dollari per la spedizione (che facendo la proporzione con lo stipendio medio americano diventano 3-4€) che faresti? Molto probabilmente acquisterai. Sia per il tempo investito per arrivare fino a questo punto, sia per l’eccitazione dalla ottima offerta. E quella parte che non converte comunque ti ha consegnato la sua email, quindi sul lungo periodo lavorando con l’ email marketing hai letteralmente monetizzato tutto il tuo traffico. Questa è la formula magica chiamata “ FREE+SHIPPING ”. In poche parole l’obiettivo del FREE+SHIPPING è generare traffico a basso costo con prodotti dall’alto valore percepito offrendoli gratuitamente. Questo ti permette di monetizzare il cliente chiedendo un piccolo contributo per la spedizione. Il tuo ROI verrà generato dalle entrate generate dal costo dello shipping (per ciascun prodotto). Probabilmente starai pensando che è una follia e che nessuno sarebbe disposto a pagare 9-10-11 dollari per una spedizione. Che una strategia del genere non avrebbe mai alcuna possibilità di andare in profitto. Lascia che te lo dica: non commettere l’errore di ragionare con la tua testa. Mettiti nei panni dei tuoi clienti e ti renderai conto che l’impulso ad acquistare con questo tipo di offerta è MOLTO forte. Molto spesso mi viene chiesto quale sia il prezzo migliore da far pagare alla tua audiance per lo shipping. Molti guru dicono 9.95, altri 10.50, altri ancora si vantano di potersi permettere di proporre uno shipping a 11.95. Il mio parere? Lasciate fare ai guru il loro lavoro. Ti consiglio di basarti su una cosa e una cosa sola: i dati. E come si accumulano i dati? Investendo denaro in test A/B. AlwaysBeSplitTesting ! Questo è il mantra dei marketer, degli affiliati, degli imprenditori e per chi come te vuole vuole entrare nell’industria dell’ e-commerce. Magari per alcune campagne il roi sarà massimo a 9 dollari, ad altre a 10 , ad altre ancora a 12 di costi di spedizione, nessuno lo può sapere, né io, né te, ne Zuckerberg. L’unico modo per scoprirlo è testare e investire denaro per accumulare dati. Sei un Marketers e come tale devi esplorare i mercati. A meno che tu non abbia la bacchetta magica questo è la dura realtà. Naturalmente la strategia “Free+Shipping” serve principalmente a garantirti traffico economico e campagne in ROI con più facilità rispetto ai prodotti in retail. Stai già monetizzando il tuo traffico, ma non sei qui per accontentarti di un margine di 2-3-4-(5?!) dollari di profitto per acquisto. Puoi ulteriormente monetizzarlo facendo schizzare alla stelle il profitto della tua campagna. “Il limite è il cielo!” Come? Con una strategia che in realtà conosci già molto bene. Cosa succede ogni volta che vai al mcdonald’s e provi a comprare un cheeseburger? Ti propongono un bicchiere di coca-cola, e se lo accetti ti propongono uno sconto speciale sul pacco di patatine Cosa succede ogni volta che mangi ad un ristorante finito di mangiare? Ti chiedono se gradisci un caffè, e nel caso accettassi anche un amaro. Cosa succede quando accendi il tuo IPhone per la prima volta? Ti chiede se hai un Apple Watch da sincronizzare. Ogni business strutturato cerca di verticalizzare al massimo il profitto migliorando l’esperienza collegata al prodotto tramite dei cross e/o up Sell. Vuoi distinguerti dalla massa? Vuoi essere sul serio una mucca viola ? Il modo migliore per farlo è proporre al tuo cliente un cross sell o un up sell che possa migliorare l’esperienza collegata al prodotto che sta già acquistando. Chiaramente non tutti accetteranno. Quelli che lo faranno alzeranno, e di parecchio, il roi della tua campagna! Naturalmente per quanto possa essere divertente testare prodotti con la strategia del free+shipping non può essere l’unica strategia a tua disposizione. Diversificare le ricette con cui si propongono i prodotti è fondamentale. Prima ti ho parlato di un metodo molto particolare. Imparare a gestire una campagna in retail è fondamentale però i due metodi hanno delle profonde differenze, con i propri vantaggi e svantaggi: Naturalmente ci sono delle precise strategie per migliorare le performance dei tuoi prodotti in retail. Ecco 4 metodi per aumentare immediatamente il conversion rate del tuo prodotto in retail: 1. Tu non sei Amazon. E’ vero, molti marketers preferisco lavorare con prodotti e servizi broad. Costruire uno store troppo generalista non ti permetterà di costruire un assett nel long term. Devi attirare una specifica audiance. E il miglior modo di fidelizzarla è costruendo uno store coerente al tuo target. Avere uno store troppo di nicchia potrebbe essere al contempo uno svantaggio per la sua poca scalabilità. La soluzione è una: poniti come target una audiance di qualche milione di persone, in modo tale da offrire uno store veramente di nicchia, ma che ti permetta margini di scalabilità. Questa è sicuramente la cosa migliore da fare per chi si affaccia per la prima volta nel business dell’ecommerce. 2. Sfrutta la scarcity. La scarsità. In forma temporale o quantitativa migliora (e di molto) le vendite. La voglia di avere un prodotto esclusivo in offerta in fase di esaurimento da quella scarica di adrenalina al tuo traffico. Non sottovalutare questa forza, potrebbe fare la differenza tra un roi positivo e negativo. 3. Tratta la pagina del tuo prodotto come una vera e propria landing page. Considerazione forse banale, ma necessaria. Troppo spesso vedo e-commerce che a stento si preoccupano di dare una semplice descrizione del prodotto. Il tuo cliente deve essere coccolato e accattivato. La scelta delle giuste immagini, un copy persuasivo e la giusta architettura della tua landing del prodotto è un must da tenere in considerazione. 4. Non usare prezzi bassi. Pricing bassi spesso fanno abbassare il valore percepito del prodotto, non aver paura di farti pagare bene per il prodotto che stai offrendo. Se una ferrari costasse 10 mila euro nessuno la vorrebbe. Sarebbe una auto alla portata di tutti. Presto ci si renderebbe conto che è scomodissima da usare nella vita di tutti i giorni. Il secolare marchio Ferrari in pochi giorni verrebbe svalutato e fallirebbe. Non giocare all’asta al ribasso! Fa male a te e al mercato. Se tutti giocassimo all’asta al ribasso in poco tempo non avremmo più una economia. Ricordati che prezzo basso fa rima con clienti poco propensi a spendere. Lavorare per margini mediocri rischia di diventare anche dannoso nel lungo periodo. I clienti che tendono a spendere poco sono quelli che con più facilmente intasano i tuoi servizi di customer service. Guadagni poco e in compenso ricevi tante, troppe scocciature. Ergo, non aver paura di dare un giusto pricing al tuo prodotto! Naturalmente calibra tutto grazie a dei test A/B. Non mi stancherò mai di dirlo ABST! Di nuovo il FREE BONUS-> Non sottovalutare il potere del FREE! (Si! Di nuovo! ) In questo caso, del free shipping! Offri il world-wide free shipping. Dare la consapevolezza al proprio cliente che il prezzo che vede non vedrà ulteriori rincari sicuramente non potrà che far migliorare le tue performance. Migliorare la percezione del tuo store agli occhi del tuo cliente deve essere la bussola che deve far muovere le tue azioni. Mettiti nei panni del tuo target e soddisfane i bisogni. E’ questa la via per arrivare a 1.000$/day. Facebook Ads Intelligenti Leggi attentamente. Con un e-commerce noi controlliamo al 100% ogni pagina su cui l’utente atterra. Quindi possiamo installare il pixel dalla prima (View Content) all’ultima pagina (Purchase) permettendo a papà Facebook di capire ESATTAMENTE quali sono le persone a cui piace il nostro prodotto, che lo aggiungono al carrello, inseriscono le informazioni e comprano. In questo modo si fanno molti soldi anche con dei target molto “broad” come si dice in gergo. “Broad” significa selezionare 3-4 target che insieme vanno a formare audience da 2MM-5MM, questo solo per evitare che la nostra Ad venga fatta vedere a persone a cui non gliene frega proprio nulla del nostro prodotto poi Facebook farà tutto il lavoro per noi. E noi ci ritroveremo con volumi da capogiro da scalare con le nostre campagne più profittevoli. Tutto In completo AUTO-PILOT! “GO BROAD OR GO HOME” Dovrai settarle correttamente però , una volta imparato la ricetta segreta potrai lanciare un prodotto ogni 9 minuti, è facile e velocissimo. Con un ora e mezza di lavoro potresti testare ben 15 prodotti. Eh si. Le possibilità di trovare quel prodotto che ti darà belle soddisfazioni aumentano a dismisura, altro che dover spendere giornate a preparare creatives, advertorials, targeting, landers, trackers… Niente più ricerche infinite di micro interessi per poi scoprire che hai solo buttato tempo perché il prodotto non ha più volume o la nicchia è stata già scalata. ATTENZIONE! Non sto dicendo che il “Laser Targeting” sia sbagliato, sto solo dicendo che il più delle volte con questo modello di business il più delle volte non è necessario e può precludere volumi per scalare. Quanto costa tutto questo? 5$ al giorno. (Rischio calcolato) Capiterà che poi Facebook farà i suoi split-test nel back-end e magari un giorno avrai ROI del 500% e altri andrai anche sotto, ma non preoccuparti troppo, con l’aumentare della spesa i risultati si stabilizzeranno. Spesso con le Affiliazioni lo scaling diventa un problema. Con Shopify invece, più dati si danno a Facebook, più lui ottimizza per noi e più il nostro Costo per Conversione crolla, è praticamente impossibile non fare soldi. Pensa che raggiunti qualche migliaio di vendite, se le tue ad saranno settate nel modo giusto , potrai anzi DOVRAI, lasciar stare completamente il targeting perché sarà Facebook che ormai avrà capito così bene quali sono i clienti compratori che sceglierà lui a chi mostrare le tue ad e tu potrai scalare tutto il globo senza che tu debba muovere un dito, oltre a quello di trasferire i soldi dai conti aziendali al tuo conto corrente ovviamente 😉 Sì anche io pensavo fosse un sogno , ma sono qui a scrivere questo post come prova vivente che è la cruda realtà. (Esempio ☝️) La metrica più importante è il Costo per Conversion Generico (Contando anche “View Content”, “Add to Cart”, “Add Payment Info” ecc…) Ecco perché: Le metriche di cui ti devi “scordare” sono già distillate nel Cost per Conversion: se hai un buon CPM e CTR il tuo cost per conversion sarà buono di conseguenza o viceversa. Non devi lasciarti distrarre da metriche che non sono rilevanti con il tuo obiettivo finale, altrimenti potresti finire per cercare di aumentare il più possibile il CTR ma poi le persone che atterreranno sulla tua landing non saranno interessate all’offerta. O ancora peggio, testando vari tipi di audience per trovare quella con il CPM più basso finiresti per avere molte persone che vedono la tua ad ogni giorno ma nessuna di loro è abituata a comprare oggetti su internet. Come capire se il tuo Costo per Conversione è buono? Ora ti svelo un segreto accuratamente custodito dai migliori Facebook Marketers al mondo. **Rullo di tamburi** La Magic Metric! “Nicholas Kusmich credits” La formula magica è: Perché con il tuo store capiterà spesso di ricevere ordini multipli, se il tuo funnel è strutturato bene circa 1 ordine ogni 3-4 sarà multiplo . Significa che ogni 3-4 ordini il cliente comprerà degli upsell o qualche prodotto extra. Con la Magic Metric potrai capire qual è il profitto medio per Vendita (Purchase) e fino al momento in cui il tuo Costo per Purchase sarà minore del profitto medio puoi lasciar girare l’ad perché nel long-run starai guadagnando soldi. HINT : Se sarai capace di costruire un buon back-end con per il tuo store (di cui parleremo a breve) capiterà spesso che una volta acquisito un cliente lui continuerà a comprare da te per molto tempo perché offrirai promozioni e sconti strategici per incoraggiare l’acquisto. Oggi è il giorno giusto per cominciare a surfare l’onda, altrimenti si rimane travolti. Ricorda, Shopify a Facebook piace moltissimo Non dovrai più scervellarti con account bannati, advertorial falsi, carte bloccate, cloacking o altre merdate varie , Shopify è un business reale che rende i clienti felici e renderà te fiero del tuo lavoro. Soldi da semplici email (molti soldi) Se ti butterai in questo business e ignorerai l’email marketing butterai decine di migliaia di euro a settimana dalla finestra. Prima cosa da dire è che delle semplici serie di email automatiche come: Il recupero dei carrelli abbandonati, Follow-up post iscrizione al pop-up, Win-back email per risvegliare clienti addormentati, Welcome email con nuove offerte. Email per recensioni in stile (upload a selfie and win) …e chi più ne ha più ne metta… Aumenteranno i tuoi profitti giornalieri di almeno un 50%, e così sarà molto più facile ottenere un buon ROI (Ritorno sull’investimento) dalle tue campagne promozionali Ma siamo solo all’inizio, il bello comincia ora. Segui questo ragionamento… Il costo di acquisizione iniziale del cliente è il più alto in assoluto di questo business. Dopo che una persona ha fatto il primo acquisto da te sarà facilissimo vendergli altri prodotti , soprattutto se il servizio che hai offerto è stato eccellente ed hai superato le aspettative. È questo il problema, molte persone falliscono in questo business perché pensano solo al front-end, ed è molto difficile costruire un buon ROI senza un buon back-end (ora ti spiego cosa è e come farlo, seguimi… ). Pensa che molti business multi milionari (per citarne uno www.boombycindyjoseph.com del grande Ezra Firestone) perdono volontariamente soldi nel front-end perché poi sanno che con una serie di up-sell, down-sell, cross-sell e strategie di recurring income andranno a fare profitti spaziali nel lungo termine. “Vendi davvero quando vendi due volte” E tutto questo dove si basa? Hai capito bene! Sull’Email Marketing! Pensa che una campagna di email costruita correttamente porta in media un ritorno di 75$ dollari per ogni 1$ investito . Esatto! Pensa cosa potrebbe succedere alla tua azienda dall’oggi al domani se avessi un sistema che con ogni dollaro che investi te ne fa intascare ben 75$. 1$ speso = 75$ guadagnati Semplice no? 🙂 Inviare mail è molto meno costoso che comprare spazi pubblicitari su Facebook o altre fonti di traffico. Attenzione però, non puoi comprare indirizzi email a caso da qualche parte , inviare email e sperare di guadagnare. La lista email va costruita e nutrita con cura , deve essere piena di persone che amano la filosofia del tuo brand, persone che si sentono appartenenti ad un gruppo che sostiene un ideale e clienti che amano i tuoi prodotti. La buona notizia è che ogni vendita nel tuo store risulterà anche in un indirizzo email estremamente valido a cui potrai inviare le tue promozioni, costruirai la tua lista senza neanche accorgertene. Noi abbiamo costruito una lista di 7.000 utenti appassionati senza neanche accorgercene in 3 mesi. Non è facile Immaginati questo scenario… È un giorno disastroso per la tua azienda, hai dovuto sostenere dei costi inaspettati e hai problemi a trovare dei prodotti che ti portino profitti. Poi però ti ricordi che hai una lista email di clienti affiatati , prepari una bella mail che intrattenga i tuoi iscritti con qualche contenuto rilevante e qualche offerta sparsa qua e là e BOOM, premi invio ed ecco che un giorno buio si trasformerà in un altra giornata con il bilancio in positivo. Ma non finisce qui… (1.000.000$ in un giorno) Se tra qualche anno ti annoierai di dover gestire il tuo store e deciderai di venderlo le email contribuiranno ad aumentarne moltissimo il valore agli occhi dei compratori. Pensa che bello che sarebbe avere un ultimo grande payout prima del tuo ritiro definitivo. Un buon e-commerce costruito in questo modo, con un buon network di dipendenti e con dei sistemi strutturati correttamente può essere facilmente valutato qualche milione di euro. Poi aggiungici anche una lista email da 100K-200K contatti interessati che continuano a comprare i prodotti che gli proponi e non diventa così difficile guadagnare qualche milione di euro in un giorno vendendo il tuo store come azienda ad un buon compratore. “Se non stai inviando email mentre stai leggendo queste parole inizia a farlo ORA.” Ricapitolando: Usando la piattaforma E-commerce Shopify. Zero investimento sull’inventario Non vedrai, toccherai o spedirai mai i prodotti (Dropshipping) Gruppo di clienti appassionati e pagine social attive (Brand Asset) Prodotti che persone vogliono per davvero (Passion Products) Facebook farà il lavoro per te (Ottimizzato in pilota automatico) Crea un offerta FREE + Shipping e fai esplodere i social media. Costruisci un’enorme lista email = soldi nel lungo termine 5$ di investimento per la tua prima Facebook Ad. Niente male vero? SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! 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  • COME SI CREA UN SITO WEB CON WORDPRESS? PER TE I PASSI DA SEGUIRE DALL'INZIO ALLA FINE

    Oggi ti do la possibilità di conoscere tutte le strategie che utilizziamo noi Marketers per ottimizzare un sito web. Iniziamo. “Inizia a studiare il web partendo da WordPress, sporcati le mani, commetti errori e cerca soluzioni”. Questo è quello che devi fare per formare il tuo bagaglio di conoscenze e questa guida WordPress è il primo passo per creare il tuo primo sito web. Di cosa parliamo in questo articolo? Guida all'installazione di WordPress La bacheca di WordPress Guida WordPress: Impostazioni A cosa serve il pannello Strumenti di WordPress? Come modificare l’aspetto del nostro sito WordPress Creare le pagine del tuo sito web Gestione dei Widget Inserimento contenuti nel sito WordPress Plugin Backup SEO Acquisto Dominio e Hosting La prima cosa da fare per aprire il tuo sito web è acquistare un Dominio ed un Hosting. Ti tranquillizzo subito: le alternative sono per tutte le tasche. Cosa dovrai acquistare? Il Dominio: l’URL del tuo sito. L’Hosting: è quello “spazio” dove vai a caricare ogni elemento necessario alla costruzione del tuo sito web. Personalmente, per la scelta del dominio, l’unico e vero fattore che prendo in considerazione è l’ economicità. Ogni provider offre un listino prezzi differente e questo dipende, in sostanza, dai prezzi di acquisto che vengono loro applicati. Per questo la scelta migliore è quella di acquistare direttamente dai registrant ufficiali senza passare da terze parti. Sul corso WordPress WP Fundamentals suggerisco i provider più economici e con le funzionalità strettamente necessarie per chiunque debba fare un sito web. Per quanto riguarda la scelta dell’hosting invece ci sono diversi parametri da considerare : Quale progetto vuoi realizzare? Qual è il livello delle tue conoscenze tecniche? Qual è la cosa che ha priorità assoluta nella tua scelta? Quanti utenti potenziali avrai su base mensile? Ho scelto di inserire questi, e molti altri spunti per aiutarti a prendere la decisione migliore nella scelta dell’hosting, nel corso che ho realizzato. Guida all'installazione di WordPress Un altro motivo per cui ho deciso di specializzarmi proprio su WordPress è che si tratta di una web application open source . Questo significa che non dovrai spendere mai un euro per costruire il tuo sito web (al netto di eventuali temi o plugin premium e chiaramente al netto di spese di sviluppo custom). Fantastico no? Potrai scaricare il software ed installarlo sul tuo hosting o sul tuo PC in qualunque momento vorrai, direttamente dalla repository ufficiale di WordPress . Poco fa ti ho detto che per creare un sito web è necessario avere un hosting ed un dominio, questo è vero solo se vogliamo che il nostro sito sia online: vuoi tenerlo segreto per te? vuoi testare una versione di staging prima di andare online definitivamente? vuoi fare esperienza senza il timore di commettere danni irreversibili? vuoi evitare di affrontare investimenti monetari prima di comprendere se questo è il mondo che fa per te o meno? Bene, allora dovresti procedere con l’ installazione in locale di WordPress . La procedura non è complessa, tuttavia vi sono delle accortezze che dovrai avere per ottenere una configurazione ottimale. Installazione manuale di WordPress tramite FTP Potrebbe sembrare una pratica lunga ed inutile ma io mi ritrovo più volte ad installare manualmente WordPress, sia per ragioni di sicurezza , sia per avere un maggior controllo . Quindi procediamo un passo alla volta, tranquillo nulla di particolarmente complesso. Qui voglio spiegarti il metodo più veloce per procedere dopo aver acquistato il tuo piano hosting. Per effettuare queste operazioni ci occorreranno essenzialmente due cose: accesso all’hosting e al dominio; WordPress IT. Ora che hai tutto il necessario segui le mie istruzioni: 1. Dovrai entrare nel provider del tuo hosting, fai quindi il login per avere accesso al tuo pannello di controllo. Dobbiamo andare a cercare l’hosting sul quale lavorare, clicca quindi su servizi attivi e selezionalo dall’elenco che ti compare. Ora, a sinistra, potrai accedere al cPanel , che non è altro che il pannello di controllo dove potrai effettuare diverse operazioni inerenti appunto al tuo hosting provider. La prima cosa da fare, se hai acquistato il dominio da un provider diverso da quello dell’hosting (come ti suggerisco di fare) è collegare il tuo hosting al tuo dominio . Per fare questo avrai bisogno di copiare il tuo IP (che trovi in “shared IP Address” alla destra nel tuo cPanel) ed aggiungerlo al tuo dominio. Accedi quindi al pannello di controllo del tuo dominio e clicca in alto su my domains. Ora ti si aprirà la lista dei tuoi domini acquistati, clicca sul dominio che vuoi collegare al tuo hosting e clicca su aggiorna lista DNS. Clicca ora su Modify Domain Setup e ti si aprirà una schermata dove vedrai diversi campi di modifica del tuo dominio. A noi interessa modificare l’IP e quindi il campo A, clicca su edit ed inserisci l’IP che hai copiato precedentemente dal cPanel del tuo hosting, ora clicca su aggiorna. Per proseguire dovrai attendere la propagazione dei DNS , potrebbe impiegarci ore o giorni, ma se hai usato internet bs come ti ho consigliato non dovresti attendere più di qualche minuto. A propagazione avvenuta, torna al cPanel e clicca nella sezione gestione file , cioè il lettore delle cartelle del tuo hosting. Apri la cartellapublic_html o www e vedrai appunto che non contiene nessun file perchè proprio qui dovrai inserire la cartella compressa di WordPress, dopo averlo scaricato. 3. Scarica quindi WordPress IT dalla repository ufficiale e avrai così sul tuo computer il file .zip di WordPress. 4. Ora torna nel gestore file del tuo cPanel, apri la cartella public_html e fai l’ upload del file .zip cliccando su carica > seleziona file e scegli il file zip di WordPress (attenzione non il formato normale) scaricato poco fa sul tuo computer. A caricamento terminato clicca su torna a home/nome del tuo sito/public_html e vedrai la cartella compressa di WordPress. 5. Ora dovrai decomprimere il file , seleziona quindi la cartella e clicca su estrai. Ad estrazione ultimata vedrai la cartella WordPress, aprila e seleziona tutto il contenuto e clicca su sposta. Dovrai fare questo eliminando la cartella WordPress. Come? Quando andrai ad inserire il percorso che dovrà fare il file da “/public_html/wordpress” cancella semplicemente “wordpress” diventando “/public_html/” e clicca move file, così si sposteranno alla cartella public_html. Clicca sali di un livello e ti si aprirà la cartella public_html con all’interno tutti i file che hai appena spostato. Ora puoi eliminare la cartella WordPress, selezionala semplicemente e clicca elimina. Adesso non ti rimane che aprire il tuo Browser preferito e digitare l’indirizzo del tuo sito sulla barra di ricerca. Se hai seguito passo passo gli step dovresti vedere la schermata di WordPress che ti invita ad eseguire l’installazione. Clicca sul bottone. Ci siamo quasi… La schermata successiva ci serve per collegare l'installazione ad un Database . Come ti accennavo circa 5 minuti fa, WordPress ci consente di creare un sito dinamico e per questo motivo ha la necessità di avere un database collegato, grazie al quale i dati raccolti verranno immagazzinati e conservati lontano da occhi indiscreti. Non vogliamo che questo accada, giusto? Per reperire le informazioni richieste è necessario ancora una volta dirigersi nel pannello di controllo dell’hosting ed aprire la sezione cPanel. Cerchiamo MySql o Maria DB (ciascun hosting installa la versione che preferisce). Cerca l’opzione per creare un database , avendo cura di rinominarlo in modo che possa ricordare quale sia. Ad esempio, io uso rinominarli col nome del mio sito seguito da un “_” ed una sigla a caso: miosito_xdfr. Create la vostra password e salvate il tutto avendo cura di conservare queste informazioni perché ci serviranno per completare la configurazione. Una volta creato il database bisogna associarlo ad un utente . Solitamente nella stessa schermata, poco più in basso, trovi gli utenti a cui è possibile associare il database. Crea un nuovo utente e la relativa password. Anche in questo caso abbi cura di copiare ed incollare queste informazioni: ci serviranno per procedere con l’installazione. Dalla stessa schermata, più in basso, associa il database creato con l’utente ed assegna tutti i privilegi per consentirti di apportare tutte le modifiche al sito web. Ritorniamo alla schermata di installazione di WordPress, ricordi? Bene, adesso inseriamo le credenziali precedentemente salvate sulla schermata che ci si presenta: nome Database : inseriamo il nome del database precedentemente creato (miosito_xdfr); nome Utente : inseriamo il nome utente collegato al Database precedentemente creato; password : inseriamo la password associata all’utente; host Database : manteniamo “localhost”; prefisso tabelle : questa è una parte molto importante per tenere al sicuro i tuoi dati. Per adesso limitati a cambiare il prefisso inserito “wp_” con “xyz_”. Chiaramente sostituisci xyz con 3 lettere a piacimento. Non mantenere il prefisso wp ti permette di essere più al sicuro perché eviterà l’esposizione di attacchi di tipo Brute Force che potrebbero compromettere il sito e l’hosting. Premi il tasto invia. Adesso è il momento di compilare le informazioni inerenti al tuo sito . Lo so che mi stai odiando ma fidati, fatta un paio di volte la procedura di installazione manuale di wordpress ti sembrerà un giochetto . titolo Sito : inserite il nome del vostro sito; username : il nome utente che devi conservare (ti servirà per accedere al tuo pannello di controllo); password : WordPress ti suggerisce una password forte, conviene mantenerla e conservarla abbinandola al nome utente precedente; email : inserisci la mail dove desideri ricevere le notifiche per eventuali aggiornamenti critici; scoraggia i motori di ricerca ad effettuare l’indicizzazione di questo sito : opzione importante da flaggare in prima battuta in quanto il tuo sito presenterà contenuti demo o vari esperimenti che farai in corso di costruzione prima di renderlo ufficialmente aperto alle visite. Meglio mantenere il sito non indicizzabile ai motori di ricerca per evitare di mostrare risultati in SERP di scarso valore. Clicca su Installa Wordpres et voilà! La bacheca di WordPress Ok ci siamo, finalmente iniziamo a muovere i primi passi all’interno di questa piattaforma. Dopo aver effettuato l'accesso, viene visualizzata la dashboard di WordPress , la bacheca. Questa è la tua homepage principale di amministrazione nella quale vedrai un riassunto delle funzionalità base di WordPress, estremamente personalizzabili. In alto a sinistra della dashboard (e in ogni pagina) vedrai il nome del tuo sito . Nello screenshot di esempio (e in tutta questa documentazione) il nome del sito è “Sito Wow”. Questo è anche un collegamento ipertestuale alla home page del tuo sito. Posizionando il cursore sul tuo nome (in alto a destra) vedrai il link di disconnessione e un link per modificare il tuo profilo. Al primo accesso vedrai solamente i plugin che sono stati installati di default all’interno di WordPress Non temere! Più tardi vedremo come installarne di nuovi in base alle tue esigenze. La prima cosa che ti faccio notare è che la bacheca di WordPress ha un editor di tipo drag and drop . Cosa significa? Che puoi prendere e trascinare semplicemente tutti gli elementi che la compongono e riposizionarli in base alle tue necessità. Appena sotto il tuo nome utente, in alto a destra, ci sono un paio di piccole schede. Uno chiamato Opzioni schermo e un altro chiamato Aiuto. Facendo clic su uno di questi collegamenti, un pannello scorre verso il basso dalla parte superiore della pagina. Il collegamento Opzioni schermo mostrerà varie opzioni che consentono di configurare ciò che viene visualizzato nella pagina corrente. Ad esempio: nella pagina principale della dashboard le opzioni dello schermo ti consentono di impostare i pannelli che desideri visualizzare sulla pagina. Altra cosa interessante è poter vedere i widget che sono presenti all’interno della bacheca, possono essere visibili ma possono anche essere oscurati. Usando sempre impostazioni di schermata hai la possibilità di personalizzare i widget che dovranno essere contenuti all'interno della bacheca. Ora ti dico come imposto io queste funzioni. Personalmente l’unica funzione che mantengo attiva è lo stato di salute del sito quindi il Site Health . All’interno di questa configurazione potrai vedere degli alert che ti notificano quando il tuo sito web riscontra problemi . Potrebbe infatti capitare che il sito non funzioni bene a causa di plugin installati o che il server non sia configurato correttamente. Anche il colore del cerchietto che vedi in alto non sarà più verde ma rosso o giallo, secondo la gravità del problema. Guida WordPress: Impostazioni Arrivati a questo punto dobbiamo imparare ad impostare l'ambiente di lavoro per creare il nostro sito web. Per accedere ti basterà cliccare a sinistra su “impostazioni” e troveremo all’interno diverse voci: 1. generali : potrai modificare il titolo del sito e il motto (payoff) che compare all’interno del tuo template (dipende dal template, alcuni temi non lo mostrano). Qui puoi anche modificare URL del sito, ma ti sconsiglio vivamente di farlo, assicurati però che l’indirizzo del sito e quello di WordPress siano uguali. Se possiedi un sistema di email marketing (come Mailchimp o ActiveCampaign ) e vuoi che l’utente che si registra alla tua newsletter si registri anche sul tuo sito metti la spunta su “iscrizione”. Troverai poi anche altri campi da compilare come il ruolo per i nuovi utenti (lascia sottoscrittore, tra qualche riga ti dirò di più), lingua, fuso orario e formati data/ora; 2. scrittura : qui possiamo impostare la categoria predefinita degli articoli. Di base WordPress assegna la categoria “Uncategorized” se per caso ti dimentichi di impostarla quando pubblichi il tuo articolo (vedremo successivamente nel dettaglio cosa sono le categorie e come gestirle), io ti consiglio di cambiarlo. Il formato articolo invece dipende da quali formati supporta il template che hai scelto, puoi comunque lasciare standard. Per quanto riguarda la possibilità di pubblicare articoli via mail Io personalmente non do mai questa possibilità, preferisco entrare direttamente; 3. lettura : cosa vedono i miei visitatori appena aprono il mio sito? Possiamo deciderlo proprio qui. Se hai per esempio un blog personale potrai scegliere di far vedere subito quali sono i tuoi ultimi articoli, altrimenti puoi far vedere una pagina statica X, a te la scelta. Impostando anche i campi sottostanti puoi decidere quanti articoli per pagina vedrà il lettore e se vedrà tutto il testo o il riassunto dell’articolo. Il mio consiglio? Opta per far visualizzare solo il riassunto. In questo modo, il tuo visitatore, è obbligato a navigare nel tuo sito e avrai più possibilità si iscriva o acquisti. Non dimenticarti di scoraggiare i motori di ricerca ad effettuare l’indicizzazione del tuo sito per non rischiare vengano presi in considerazione contenuti demo. Questa opzione è importante che venga deflaggata nel momento in cui andrai online per permettere ai motori di ricerca di indicizzarne il contenuto; 4. discussione : questa impostazione regola il comportamento che deve avere il sito web nel momento in cui ci saranno commenti sotto gli articoli del nostro blog. 5. media : Qui hai la possibilità di modificare la dimensione delle immagini che andrai a caricare sul tuo sito web. Le dimensioni saranno influenzate dal tema che sceglierai; 6. permalink : é la struttura che determina come verranno mostrati gli articoli all’interno dell’URL del tuo sito web. Di base WordPress adotta l’impostazione “data e ora”, ha senso se ti occupi di news ad esempio, ma se hai fini diversi ti consiglio una struttura più semplice. Posso suggerirti la mia struttura preferita? È quella di inserire categoria + nome articolo, impostando nella barra della struttura personalizzata: /%category%/%postname%/ . Questo perché permette al lettore di vedere, oltre al titolo del mio articolo, anche in quale categoria risiede , es: sitowow.it/dolci/torta-cioccolato; 7. privacy : in questa ultima parte vediamo come settare la Privacy Policy del nostro sito web. Già dalla versione 4.5 è stata introdotta la possibilità di creare la propria pagina di Privacy Policy adottando le direttive del garante Europeo della privacy, ora vedremo come fare. Andrai ora a selezionare la pagina di Privacy Policy che vuoi utilizzare, WordPress ne genera una al momento dell’installazione, puoi modificarne il contenuto seguendo le istruzioni in essa riportate. Ora spostati nella sezione pagine > tutte le pagine > modifica. Ti si aprirà un popup che ti mostra l’editor di default delle nuove versioni di WordPress ossia Gutenberg, non ti preoccupare, lo vedremo successivamente. Quando chiudi questo popup vedrai la tua pagina di Policy ed in alto ti uscirà un alert, cliccandolo potrai visualizzare la guida che ti farà anche inserire le informazioni in base alle direttive del garante. Dovrai inserire: chi siamo, i dati personali che vengono raccolti e perché vengono raccolti (infatti viene fatta la distinzione tra i dati per l’utilizzo tecnico del sito web e quelli per la profilazione di marketing come i classici cookie ). Puoi comunque lasciare le impostazioni che ti mette già in automatico WordPress, ma ti consiglio di leggere bene ogni punto perchè è importante sapere quali sono gli elementi che dovrebbero costituire una privacy policy legittima. Ora possiamo editare la nostra pagina di Privacy Policy. In questa pagina troviamo esattamente i punti che abbiamo impostato in precedenza: questa pagina dovrà essere sempre visibile nel tuo sito, per esempio nel footer, denominata proprio “Privacy Policy”. A cosa serve il pannello Strumenti di WordPress? Ho utilizzato il pannello strumenti di WordPress che mi ha permesso di esportare ed importare tutti i contenuti da un blog all’altro. Cliccando su Importa potrete carica il file XML che contiene articoli, pagine, commenti, categorie e tag da altri blog. Se il blog che volete importare è stato realizzato in WordPress dovrete caricare un file che si chiama “WordPress eXtended RSS o WXR”, che potrete scaricare proprio alla voce esporta sempre nella sezione strumenti. Una volta scaricato sarà sufficiente caricarlo nella sezione Strumenti > Importa. In questo modo ripristinerai i contenuti e non avrai perso nulla del lavoro precedentemente svolto. Ah, quasi dimenticavo. Questo strumento mi è stato estremamente utile anche per tutte quelle volte che il mio sito web è stato danneggiato. Ho potuto ripristinarlo senza perdere nessun contenuto. Ma non è finita qui . Cliccando invece su salute del sito (site health) potrai vedere le criticità che WordPress ha individuato consigliandoti cosa fare per migliorarne lo stato. Troverai qui gli accorgimenti da seguire per avere uno stato di salute del sito ottimale ed evitare così minacce esterne. Mettiamo caso che una sera a te e i tuoi amici venga l’idea del business migliore di sempre. Decidete quindi di aprire insieme il vostro sito web. Non ci lavorerai da solo, no? Ecco, lo strumento utenti di WordPress ti da la possibilità di aggiungere i membri del tuo team che lavorano a quel sito. Ma non è finita qui. Questo elemento, che trovi nella sidebar a sinistra di WordPress, ti consentirà di gestire tutte le informazioni inerenti agli utenti che hanno accesso al tuo sito. Qui puoi impostare i ruoli che gli utenti hanno all’interno del tuo sito dando loro accesso o meno a svolgere determinate azioni. Come modificare l’aspetto del nostro sito WordPress Come abbiamo già detto, la cosa bella di un CMS è la possibilità di personalizzare il proprio sito web senza per forza conoscere i linguaggi di programmazione. Infatti Custom Management System significa proprio “sistema di gestione personalizzato”. Il fattore più impattante di personalizzazione di un sito è sicuramente la veste grafica, il tema, che ti permette di scegliere colori, layout e font del tuo sito. Posso proprio dire che per un sito web: l’abito fa il monaco. Anche se, ricorda sempre, che non basta creare un sito esteticamente appagante, devi anche proporre dei contenuti soddisfacenti per i tuoi utenti. WordPress ci mette già a disposizione dei temi base gratuiti nella sua repository ufficiale dandoci la possibilità di installarli velocemente e con estrema facilità. Anche se si tratta di una possibilità di scelta limitata, con funzionalità ridotte e poco ottimizzati per la SEO, spingendoti in questo modo a pagare per farti fare l’upgrade alla versione pro. Questi temi li puoi trovare andando nella sezione aspetto e cliccando su temi. In prima battuta vedrai i temi base che vengono installati di default che, se non utilizzi, ti consiglio di eliminare per evitare eventuali attacchi da parte di hacker in caso di mancato aggiornamento di versione. Ne avevamo già parlato, giusto? Bene, andiamo avanti.. Cliccando su aggiungi nuovo entrerai nella libreria di WordPress e qui potrai scaricare ed installare il tema che si addice alle tue esigenze. Io personalmente non utilizzo tantissimo i temi della repository ufficiale di WordPress ma tra tutti posso consigliarti GeneratePress . Se la libreria dei temi di WordPress non rispecchia le tue necessità (come spesso succede a me) hai la possibilità di scaricare dei temi dai numerosi marketplace presenti online o direttamente nei siti dei developers. Questa scelta sicuramente comporta dei costi, comunque accessibili e ben ripagati : trattandosi spesso di template con un maggior grado di customizzazione. Ma non solo: prevedono anche funzionalità più avanzate, un buon supporto e maggiore attenzione all’ottimizzazione per i motori di ricerca. Tra i più famosi abbiamo Themeforest o TemplateMonster entrambi con una sezione dedicata ai temi WordPress. Per maggiore chiarezza ti lascio uno specchietto riepilogativo, tratto dalle slide del corso WordPress WP Fundamentals, che spero possa esserti utile in fase di scelta del template da adottare. Tra i punti elencati presta particolare attenzione all’esistenza di un tema child . Un tema figlio è una copia speculare del tema genitore , che ti permette di effettuare modifiche ai fogli di stile o alle funzionalità PHP senza sovrascrivere le impostazioni del tema genitore ed evitare che gli aggiornamenti facciano perdere le modifiche che hai realizzato in precedenza. Sembra una cosa molto complicata ma è davvero semplice: quando andrai a modificare il tema lavorerai sempre sul child, mentre per gli aggiornamenti utilizzeremo il tema parent. Ma quando abbiamo installato un tema è possibile personalizzarlo ulteriormente? Assolutamente sì, vediamo come. Dirigiti nella sezione aspetto, clicca su personalizza. Ti si aprirà una pagina dove potrai personalizzare il titolo, layout, colori, font, widget, header, footer e barre laterali del tuo sito… davvero qualsiasi cosa. In questo momento vedi il front end di un sito con tema GeneratePress. Le impostazioni che visualizzi sono differenti in base al tema che adotterai per il tuo sito web. Sulla sinistra avrai a disposizione la barra di personalizzazione con cui potrai modificare le parti più importanti del tuo sito web. Ti si aprirà una pagina dove potrai personalizzare il titolo, layout, colori, font, widget, header, footer e barre laterali del tuo sito… davvero qualsiasi cosa. In questo momento vedi il front end di un sito con tema GeneratePress. Le impostazioni che visualizzi sono differenti in base al tema che adotterai per il tuo sito web. Sulla sinistra avrai a disposizione la barra di personalizzazione con cui potrai modificare le parti più importanti del tuo sito web. Ti dirò di più.. Un’altra funzionalità (aggiuntiva) che ti consente di personalizzare l’aspetto del tuo tema tramite editor visuale (senza cioè conoscere linguaggi di programmazione come HTML, CSS, JavaScript e PHP) sono i page builder. L’obiettivo di WordPress sarebbe quello di semplificare le azioni di personalizzazione ma questo purtroppo non vale per tutti i template. Proprio per questo sono nati i page builder (costruttori di pagina), che ti permettono di realizzare il tuo sito web come se disegnassi a mano libera. Sul mercato esistono svariati page builder. Nel corso della mia esperienza ne ho testati e confrontati tanti e voglio farti vedere i migliori. Ci tengo a precisare che ho basato questa classifica tenendo conto di più fattori, per me fondamentali, come la maturità di sviluppo e la compatibilità con altri plugin. Ma considerando anche le performance frontend e backend e la pulizia dell’output HTML. Elementor Oxygen Divi BeaverBuilder GenerateBlocks Gutenberg di WordPress (ne parleremo più avanti) VisualComposer Essendo un tema spesso dibattuto sul web ci tengo a fare alcune precisazioni per quanto riguarda la strada da percorrere per personalizzare i siti web. Chi è programmatore spesso afferma che non utilizzerebbe mai un CMS, ne tantomeno un builder. Questo perché, sapendo usare i codici di programmazione, può ottenere un risultato equiparabile se non migliore dal punto di vista delle performance. Io personalmente non sono un purista del codice e non decido a priori cosa utilizzare e cosa no perché dipende tutto dalle necessità che abbiamo. Ho provato svariate alternative nel mio percorso professionale, notando come si possono ottenere risultati ottimali anche attraverso l’utilizzo di site builder. Hai notato che il nostro sito è realizzato in Elementor? Ognuno ha la propria opinione. Non smetterò mai di consigliarti di testare, valutando cosa si addice meglio alle tue competenze ed esigenze senza ascoltare troppo la opinione di terzi. Creare le pagine del tuo sito web Queste ultime differiscono dagli articoli in quanto non hanno una gerarchia. All’interno della sezione Pagine, infatti, non avrai la possibilità di assegnare categorie o tag come con gli articoli. Tuttavia ti sarà possibile creare pagine genitore e pagine figlio . In questo modo le pagine saranno tra loro collegate e questo collegamento si rifletterà nella costruzione della URL che riporterà una struttura simile: miosito.it/pagina-genitore/pagina-figlio/ Inoltre se il tuo sito mostrerà i breadcrumbs , ossia i percorsi di navigazione dell’utente, anche questi ultimi mostreranno una struttura simile: Home > Pagina genitore > Pagina figlio. Questa funzionalità risulta particolarmente utile per mostrare voci di menu nidificate. Grazie all’impostazione Genitore/Figlio, attraverso la voce Menu, potrai realizzare un menu con voci di secondo livello visibili al clic. Le pagine hanno il compito fondamentale in WordPress di aiutarti nella creazione delle sezioni istituzionali, delle landing page promozionali o delle optin page. Nel pannello di controllo troverai sulla sinistra la voce pagine, clicca tutte le pagine. Anche qui potrai impostare le tue opzioni di schermata. Lo so, ogni tanto mi ripeto, ma voglio essere certo siano chiari questi concetti base. Per creare una pagina clicca su nuova pagina , inserisci il titolo e compilane in contenuto. Come negli articoli puoi scegliere, sempre sulla destra, le operazioni da effettuare. Un elemento nuovo che puoi compilare sono gli attributi di pagina : servono per definire se deve essere una pagina genitore o figlio, e cambieranno in base al template che andrai a scegliere (è infatti possibile che i template utilizzino questa opzione per mostrare funzionalità aggiuntive). Gestione dei Widget Altra funzionalità interessante è offerta dai Widget. I widget non sono altro che dei moduli in grado di arricchire le funzionalità disponibili sulle pagine del sito web. Attraverso un widget potrai mostrare categorie, tag, elenco di post pubblicati recentemente, personalizzare la sidebar, l’header e il footer o inserire banner pubblicitari. Potrai, dunque, personalizzare e gestire aree specifiche del tuo sito. Per accedere ai widget vai su Aspetto > Menu. Vedrai due colonne: a sinistra troverai tutti i widget disponibili. Il numero di questi elementi dipende dalle funzionalità integrate sul tuo template e dai plugin che hai installato. A destra troverai le aree in cui è possibile inserire i widget: barre laterali, header, footer, barre superiori e inferiori. Anche in questo caso le posizioni disponibili dipendono strettamente dal template utilizzato e/o dai plugin installati. Per collocare un widget in una determinata area è semplicissimo, trattandosi di un sistema drag and drop ti basterà cliccare sul widget e trascinarlo nell’area che abbiamo scelto. Semplice, vero? A questo punto ti verrà richiesto di compilare i campi necessari alla visualizzazione, come il nome o il caricamento di un media se per esempio si tratta di un widget immagine. Anche qui il mio solito consiglio di sporcarti le mani. Prova e riprova, osserva il risultato delle tue modifiche ed inizia a padroneggiare gli strumenti messi a disposizione da WordPress. Inserimento contenuti nel sito WordPress Un sito web è composto da diversi contenuti realizzati attraverso l’utilizzo di un editor . WordPress, nelle ultime versione, installa automaticamente Gutenberg , un editor a blocchi che, come i principali page builder, attraverso il sistema drag and drop ti consente di creare la struttura delle tue pagine e/o articoli ed editarne il contenuto. Oltre a Gutenberg, laddove non dovessi trovarti bene, hai la possibilità di attivare l’ editor Classico di WordPress. Gutenberg Come accennato, si tratta di un editor a blocchi che consente di creare il layout del tuo articolo o della tua pagina attraverso l’inserimento di blocchi preformattati. Ma fai attenzione perché non tutti i temi disponibili su WordPress sono compatibili con Gutenberg, pertanto se vuoi utilizzare questo editor verificane la compatibilità. Come funziona questo editor? Puoi inserire i nuovi blocchi cliccando sul + che vedi in alto a sinistra. Come puoi vedere dallo screenshot qui sopra ti uscirà una sidebar a sinistra con tutti gli elementi che puoi inserire all’interno dell’articolo. Clicca sul blocco che vuoi inserire e verrai riportato nell’area di scrittura dell’articolo dove potrai inserire il tuo contenuto. Le opzioni del singolo blocco selezionato verranno riportate nella sezione in alto a destra alla voce “Blocco”. Da questa schermata avrai la possibilità di modificare le eventuali impostazioni disponibili e renderle più confacenti rispetto alle tue esigenze. Una volta che hai terminato la stesura dei contenuti, inserito eventuali media e terminato le opzioni di configurazione, potrai andare nella sezione articolo e scegliere le azioni da fare: pubblicare, modificare il permalink, assegnare una categoria, un tag, inserire immagine in evidenza e un riassunto. Puoi anche visualizzarne l’ anteprima di pubblicazione . Questo ti permetterà di controllare se il tuo contenuto è esattamente come lo avevi immaginato. La cosa più utile di questo editor è sicuramente la possibilità di poter customizzare il tuo layout arrivando ad un risultato finale assolutamente originale. Classic Editor Se non hai necessità di customizzare il tuo articolo e vuoi semplificare le cose puoi provare ad utilizzare il Classic Editor. Per quanto riguarda questo editor avremmo la necessità di installare un plugin in quanto, come detto poco fa, le nuove installazioni di WordPress prevedono come editor predefinito Gutenberg. Per fare questo andiamo nella sezione Plugin > Aggiungi nuovo > Cerca “Classic Editor” > Clicca su installa > Attiva. Ora torna nella sezione Articoli > Tutti gli articoli > clicca “Modifica” sull'articolo che vuoi editare. A questo punto l’editor che verrà caricato sarà l’editor tradizionale. Avrai la possibilità di modificare colori, stili, allineamenti, intestazioni, inserire link, citazioni e immagini. Le funzionalità rimangono le medesime disponibili su Gutenberg, ma con un’interfaccia semplificata per chi non è avvezzo ai builder. Commenti Quanto è importante creare una community attorno al proprio brand. Una parte essenziale per creare un rapporto con i propri utenti è la gestione dei commenti sotto ai tuoi articoli. Nei commenti i tuoi utenti ti faranno domande di approfondimento, ti racconteranno i loro dubbi e le loro esperienze. Rispondere in modo adeguato e veloce è importantissimo sia per l’utente che ti ha commentato, sia per i nuovi potenziali utenti. Le azioni che puoi fare sui tuoi commenti sono: approvare/non approvare ; rispondi : puoi farlo solo con azione immediata per singolo commento; modifica ; segna come spam ; elimina : potrai sempre ripristinarli o eliminarli definitivamente. Nel tuo primo accesso vedrai già un commento fatto di default da WordPress. Un plugin interessante per la moderazione dei commenti è Disqus . Nella sua versione free è già un’ottima alternativa ai commenti nativi di WordPress, in quanto offre un grado di sicurezza in più combattendo lo SPAM al posto tuo. Un ulteriore plugin che puoi utilizzare per migliorare la sicurezza del tuo sito web e stimolare il commento dei tuoi lettori è Facebook Comments . Questo plugin, dopo aver configurato l’App ID utilizzando il tuo account developer di Facebook, ti consente di embeddare i commenti utilizzando il sistema di protezione nativo di Facebook e ti assicura la veridicità del commento. È inoltre possibile gestire le notifiche per chi si occuperà di moderare, in modo da non farsi sfuggire nuovi commenti. Ci siamo. Abbiamo visto come editare il tuo articolo e come far interagire i tuoi utenti. Se ti dicessi che possiamo ampliare alcune funzionalità utili al tuo sito web? Plugin I plugin sono dei moduli che ti aiutano ad espandere le funzionalità native di WordPress per renderlo più idoneo alle tue esigenze. Esistono diversi Plugin: free : li puoi scaricare gratuitamente dal repository ufficiale di WP; freemium : li puoi sempre scaricare dalla libreria ufficiale ma hanno un costo se vuoi sbloccarne tutte le funzionalità; premium : non li trovi direttamente nel repository ma dovrai acquistarli dal sito dello sviluppatore. Come gestire i plugin? Nel pannello di controllo di WordPress vedrai la voce Plugin. In “Plugin installati” vedrai quelli che WP ha installato di default, se non usi queste funzionalità ti consiglio di eliminarli (non solo disattivarli) per non appesantire la struttura del sito. Nella sezione Plugin > Aggiungi nuovo invece vedrai la repository ufficiale dove potrai scaricare i plugin free. Quando hai scelto il plugin di tuo interesse clicca su Installa > Attiva. Il plugin comparirà nell’elenco dei Plugin installati. La parte editor di plugin è una sezione più avanzata per chi conosce i linguaggi di programmazione per poter modificare il core del plugin, quindi se non sei un programmatore ti sconsiglio di mettere mano a questa parte. Sicurezza Come abbiamo già detto WordPress, essendo la piattaforma più utilizzata per lo sviluppo di siti web è sensibile ad attacchi hacker. Come prevenirli? utilizza solo versioni autentiche di temi e plugin scaricandoli dal sito produttore; aggiorna sempre i tuoi plugin e temi; disattiva ed elimina definitivamente temi e plugin che non usi. Ci sono tre plugin che utilizzo sempre per mettere in sicurezza i miei siti web e quelli dei partner con cui lavoro: iThemes Security WordFence Security Really Simple SSL Backup Per esperienza personale è necessario prevedere un backup di WordPress. Ebbene si mi è capitato di perdere i contenuti dei miei siti web a causa di aggiornamenti o attacchi hacker. Per backup intendiamo uno strumento che ci permette di avere una copia del nostro sito web da poter ripristinare nel caso qualcosa vada storto. Il mio plugin preferito è sicuramente UpdraftPlus che mi da anche la possibilità di scaricare il backup sul mio computer per poi poterlo caricare manualmente se non riuscissi più ad entrare nel pannello di controllo del mio sito web. Attraverso questo plugin, potrai, automatizzare il processo di backup programmandone l’elaborazione. Dalle opzioni potrai, infatti, scegliere su quale base temporale effettuare il backup: giornaliero, settimanale o mensile. Potrai, inoltre, scegliere dove conservare i tuoi backup : su una cartella specifica del server, su Drive, su Dropbox e molte altre app ancora. Performance Ora ti sgancio una bomba. Ti sto per consigliare un plugin per migliorare le performance del tuo sito WordPress. Come ben sappiamo una delle criticità nelle prestazioni di un sito web è il tempo di caricamento di pagina e come abbiamo già detto più plugin e template sono stati scaricati e più le performance ne risentiranno. Tu cosa fai quando un sito che stai visitando è lento nel caricamento delle sue pagine? lo abbandono. Ecco questa risposta ti sta facendo capire quanto è importante questo fattore per non perdere utenti. Ti dirò di più. Da Giugno 2021 Google ha annunciato il roll out di un nuovo core update che prenderà in considerazione le Core Web Vitals (metriche che misurano l’esperienza utente sul sito web) per determinare il ranking della pagine internet (in buona sostanza il loro posizionamento nelle SERP). Per migliorare le prestazioni di un sito web è utile abilitare la Browser Cache cioè una versione statica delle tue pagine. Significa che le tue pagine saranno memorizzate per essere forniti all’utente, che ti ha visitato almeno una volta, più rapidamente. Esistono tantissimi plugin gratuiti per ottimizzare le performance del tuo sito web ma considera che spesso quelli gratis hanno un ridotto numero di funzionalità o risultano particolarmente complessi da impostare. Il plugin che preferisco è WP Rocket . Senza scendere nei tecnicismi del motivo che mi spinge ad adottarlo, ti basta sapere che: è semplice da installare e da configurare. Pur essendo a pagamento il rapporto qualità/prezzo non ha eguali sul mercato. Ti invito a testare le performance prima e dopo la configurazione del plugin. Gli strumenti che prediligo a tale scopo sono tre: WebPageTest.org GtMetrix Page Speed Insight Inserendo l’URL del tuo sito web otterrai un punteggio di qualità che, generalmente, va da 0 a 100. Dove 0 indica un punteggio pessimo e 100 il punteggio massimo. Il tuo obiettivo è arrivare ad un punteggio accettabile che porti l’esperienza utente a livelli accettabili se non eccelsi, senza però rinunciare alle funzionalità necessarie al corretto funzionamento del sito web. Il risultato ottimale non si ottiene di certo installando un semplice plugin. Ti direi una bugia. Installare WP Rocket non risolverà tutte le problematiche legate alle prestazioni. Occorre conoscenza tecnica per giungere a performance accettabili senza compromettere la fruizione di un sito web. Tuttavia posso assicurarti che otterrai dei risultati sicuramente migliori rispetto a quelli che otterresti adottando una qualunque soluzione free disponibile nella repository di wordpress. SEO La SEO è essenziale perché ti permette di intercettare traffico in target proveniente dai motori di ricerca. L’utente cerca una soluzione ai suoi quesiti e, se la tua pagina ed il tuo sito sono ottimizzati correttamente, potresti essere visualizzato tra i primi risultati di ricerca e addirittura cliccato. Quanti più clic ricevi da utenti interessati alle tue soluzioni, tanto maggiore sarà la possibilità di vendere. Secondo il sito Statista.com nel 2020 oltre il 60% del traffico generato dai siti web proviene da Google. Comprendi quanto sia importante la SEO per il tuo sito web? Se il tuo sito non sarà ottimizzato per i motori di ricerca sarai sempre obbligato ad investire denaro per portare traffico (non sempre qualificato). Nel corso degli anni ho testato diversi plugin SEO tra cui: Yoast SEO Press SEO Framework Dopo anni di imprecazioni e codici custom ho finalmente raggiunto la mia pace grazie a Rank Math . Cos’ha questo plugin rispetto a quelli precedentemente elencati? Ti basta sapere che nella versione Free questo fantastico plugin offre quello che gli altri danno a pagamento e molto di più. Inoltre, cosa da non sottovalutare, il plugin è stato scritto nell’ottica di non impattare particolarmente sulle performance del sito web. Grazie a Rank Math potrai gestire la SEO On Page ed avere cura delle principali impostazioni On Site. Non sono cose di poco conto, te lo assicuro. Conclusioni Bene siamo arrivati alla conclusione. In questa guida ho cercato di fornirti le basi per la creazione del tuo primo sito web interamente basato su WordPress. Ti ho spiegato l’importanza del padroneggiare questa piattaforma e cosa puoi riuscire ad ottenere studiando ed approfondendo le funzionalità del CMS più diffuso sul web per la realizzazione di siti internet. Spero possa esserti stato d’aiuto nella configurazione iniziale in quanto anche io, come te, inizialmente riscontravo problematiche che oggi mi fanno sorridere. Studiare e testare sono le 2 parole magiche per avere successo in questo settore. Non fermarsi mai ai consigli dispensati. È giusto farne tesoro, ma è sempre meglio apprendere dai propri errori, perché solo sbagliando si impara veramente qualcosa. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! E' ORA CHE LA TUA AZIENDA LAVORI CON RAGAZZI CHE FACCIANO VERAMENTE PARTE DEL TUO PROGETTO. PROFESSIONISTI CHE DANNO IL GIUSTO VALORE AD UNA COLLABORAZIONE CON IL TUO BRAND E NON TI TRATTINO COME UN NUMERO ED IN MANIERA FREDDA! ED E' ORA CHE TU SPENDA IL GIUSTO E NON CIFRE ESORBITANTI PER LAVORI RIDOTTI ALL'OSSO! CLICCA QUI E PORTIAMO IL TUO BUSINESS NELLA STRATOSFERA!!! 🚀🚀🚀

  • SOCIAL MEDIA TREND 2023, QUELLO CHE DEVI SAPERE

    Ebbene sì, sta arrivando quel periodo dell’anno! Si tirano le somme, si fa la lista dei buoni propositi, si cominciano a delineare le strategie che andranno a caratterizzare l’anno a venire. Con l’occasione si diffondono a macchia d’olio tantissimi documenti e report ricchi di dati interessanti, su cui però a volte facciamo fatica a mettere l’attenzione. Proprio per questo oggi arrivo da te con una “lettura critica” del “ Social Media Trends 2023 ” di Hootsuite con una chiave di lettura particolare: gli aspetti che magari cominciavano a risvegliare la nostra curiosità, ma che comunque ci sorprendono. Il rapporto tra aziende e creators Tutti parlano dell’importanza dei creator, ma quanti investono davvero in loro? Molti meno di quanto pensi… Per quanto concerne l’ausilio dei Content Creator nelle strategie di comunicazione aziendale, siamo in una fase di passaggio: i l 42% delle aziende sopra i 1000 dipendenti collabora con creators , ma questo numero sta subendo una grande contrazione. Attenzione, i big brand non stanno tagliano i budget di marketing in generale, ma quelli destinati a tali attività. Al contempo, solo il 28% dei piccoli business si avvale dei creators , il problema è che manca una standardizzazione dei costi , i piccoli imprenditori si trovano disorientati e fanno molta fatica a negoziare un prezzo che risulti sensato. Una delle conseguenze? Si evitano le agenzie: meno di un terzo dei brand che si affidano a creators interagisce con un’agenzia, con l’obiettivo di abbattere le spese per terze parti e controllare la discrezionalità dei costi. Qual è quindi il futuro della creator economy? Probabilmente, rapporti diretti e un potenziamento della “middle class” dei creators, che stanno divenendo accessibili anche ai piccoli business. Cross-posting tra le piattaforme: è davvero una buona idea? Siamo sicuri di fare un buon lavoro riproponendo gli stessi identici post sui vari social in cui siamo presenti? O forse varrebbe la pena razionalizzare la presenza del nostro brand a favore di una maggiore personalizzazione e, quindi, efficacia dei contenuti? Impossibile da negare: negli ultimi anni il Social Media Marketer ha dovuto mettere da parte l’attenzione alla strategia per concentrarsi sul ri-adeguamento continuo dei contenuti del piano di comunicazione. Le piattaforme hanno rilasciato decine di aggiornamenti, sono passate a nuovi formati, sono entrate in competizione l’una con l’altra Siamo quindi arrivati ad una paradossale omologazione nell’evoluzione delle piattaforme (ricordiamo la petizione su Change.org firmata da oltre 300.000 persone per bloccare la TikTokkizzazione di Instagram). Tutto ciò ha dato sempre più spazio al famigerato cross-posting , un modo – a detta di molti – per risparmiare tempo e ottimizzare gli sforzi. Cosa abbiamo dimenticato però? Che i nostri utenti molto spesso sono presenti su più canali, vero, ma che ne fruiscono in modo diverso e con obiettivi diversi. Lo scotto da pagare utilizzando il cross-posting, quindi, ha un nome: risultati. Secondo la ricerca inoltre, gli stessi marketer inoltre si dichiarano molto più sicuri del valore dei propri contenuti quando creati da zero per ogni piattaforma. Quel 18% di marketer che creano contenuti specifici per ogni social è in crescita , e la tendenza sarà quella di esplorare quali canali rispondono agli obiettivi di business, invece che scervellarsi sull’adattamento delle dimensioni dell’ennesimo post inutilizzabile. I social come motori di ricerca del domani Quali sono secondo Te i diretti competitor di Google? Bing, Yahoo?! No amico/a, sei completamente fuori strada. I diretti Competitor di Google sono e saranno sempre più le piattaforme social: Instagram e TikTok su tutti! Secondo una ricerca interna di Google , infatti, il 40% circa dei giovani tra i 18 e i 14 anni americani usa i social come motore di ricerca principale. I social, inoltre, sono oggi più visitati dei motori di ricerca anche per la fascia alta della popolazione. Per quanto concerne però la scoperta di nuovi brand, quindi l’intento di ricerca informazionale-transazionale, TV e motori di ricerca sono ancora al vertice , insieme al passaparola. Il quarto posto dei social, comunque, non fa che confermare il trend; il passaggio sarà lungo e generazionale, ma solido. Non è mai troppo presto per prepararsi! Una dritta? Lavorare sull’ottimizzazione SEO dei canali social, usando al meglio keyword, alt text e geolocalizzazione. Altri trend del 2023 assolutamente da conoscere: Social commerce: forse, nonostante la pandemia, non siamo ancora pronti Il ritiro da parte di Meta di alcune funzioni ce lo aveva già fatto capire: l’accoglienza nei confronti del social commerce è ancora tiepida in tutto il mondo, e ci vorrà del tempo prima del reale consolidamento di questa pratica. Le cause sono molte, e vanno dallo scetticismo nei confronti della qualità dei prodotti alla paura di rimanere vittime di quelle fughe di dati di cui ogni tanto sentiamo parlare. L’unico modo per uscirne, lavorare sulle basi: offrire resi e rimborsi facili, proporre valutazioni e recensioni di altri acquirenti e mantenere gli acquirenti informati sullo stato dei loro acquisti. Customer service: si rafforza il legame con i dipartimenti marketing Oltre il 49% delle aziende oggi affida il customer service alla divisione marketing e comunicazione. Non basta essere presenti: bisogna tenere a mente gli obiettivi aziendali, rimanere coerenti con il proprio tono di voce, conoscere trasversalmente le strategie e i mezzi migliori per veicolare i messaggi. I social stessi divengono un canale in cui traghettare la customer satisfaction: sottovalutare questa attività significa perdere delle opportunità. Uno sguardo al nostro futuro: i Social Media Manager del domani Chiudo con una nota cui Hootsuite accenna nell’introduzione del documento, ma alla quale personalmente tengo in modo particolare. Dopo la recessione dovuta alla pandemia e il conseguente boom dei primi mesi del 2022, ora stiamo vivendo una situazione molto delicata : l’inflazione cresce, lo spending dei consumatori cala, le grandi aziende stanno operando enormi tagli della forza-lavoro. In questo scenario il Social Media Marketer può e deve collocarsi in modo responsabile : la sua figura sta maturando divenendo finalmente una professionalità riconosciuta. Possiamo e dobbiamo far rispettare la nostra expertise, ma dobbiamo ragionare sull’impatto a medio-lungo termine delle nostre azioni, delle scelte, del posizionamento che scegliamo, dei messaggi che contribuiamo a diffondere. Insomma, noi dobbiamo essere i primi a dimostrare che ciò che facciamo è frutto di un processo strutturato, non di una serie di azioni e “micro-tattiche” attivate al solo scopo di fare il pieno di visualizzazioni e like. Solo così riusciremo a cementare il valore del Social Media Marketing una volta per tutte. SI! 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  • COME TROVARE E SE E' UTILE LAVORARE CON GLI INFLUENCER MARKETING

    Per realizzare una grande campagna di influencer marketing devi lavorare con influencer esperti di social media che condividano i valori del tuo marchio. Di cosa parliamo in questo articolo? Cos’è l’influencer marketing? I diversi tipi di Influencer Come creare una strategia di influencer marketing Considera le tre R dell'influenza Compila un breve elenco di influencer Fai le tue ricerche Contattalo in privato e personalmente Strumenti di influencer marketing L'influencer marketing, noto anche come contenuto brandizzato o collaborazione con i creatori, è un modo sicuro per espandere la portata del tuo marchio sui social media. Non esiste un approccio unico per far funzionare questa strategia, ma con la giusta pianificazione e ricerca, quasi ogni azienda può trarne vantaggio. Diamo un'occhiata a come far funzionare per te un programma di influencer sui social media. Cos’è l’influencer marketing? Nella sua forma più semplice, un influencer è qualcuno che può influenzare gli altri. Nell'influencer marketing, una forma di marketing sui social media, i marchi pagano quella persona per promuovere il proprio prodotto o servizio ai propri follower. Le sponsorizzazioni delle celebrità erano la forma originale di influencer marketing. Ma nel mondo digitale di oggi, i creatori di contenuti social con un pubblico di nicchia possono spesso offrire più valore ai marchi. Questi account più piccoli hanno spesso follower molto coinvolti sui social media. Quindi, un influencer dei social media è qualcuno che esercita la propria influenza attraverso i social media. Quando assumi un influencer per promuovere i tuoi prodotti o servizi, questo è l'influencer marketing. Quasi tre quarti ( 72,5% ) degli esperti di marketing statunitensi utilizzeranno qualche forma di influencer marketing quest’anno – e questo numero non farà altro che aumentare nel tempo. Non sei convinto che la pubblicità con influencer possa portare a risultati di business reali? Civic Science ha scoperto che il 14% dei giovani tra i 18 e i 24 anni e l’11% dei millennial hanno acquistato qualcosa negli ultimi sei mesi perché consigliato da un blogger o da un influencer. Per ora, Instagram rimane la piattaforma preferita dagli influencer sociali. Secondo le stime di eMarketer, nel 2023 il 76,6% dei marketer statunitensi utilizzerà Instagram per le proprie campagne di influencer. Ma tenete d'occhio TikTok. Fonte: eMarketer Mentre solo il 36% dei marketer statunitensi ha utilizzato TikTok per campagne di influencer nel 2020, quasi il 50% lo farà nel 2023. Ciò renderebbe TikTok la terza piattaforma di influencer marketing più popolare nel 2023. Tipi di influencer dei social media Quando pensi a "influencer", ti viene subito in mente la famiglia Kardashian-Jenner? Sebbene queste famose sorelle siano certamente alcune delle principali influencer del marketing sui social media, non tutti gli influencer sono celebrità. In effetti, per molti brand, gli influencer con una base di follower più piccola ma dedicata o di nicchia potrebbero essere più efficaci. Gli influencer con 15.000 follower vantano alcuni dei tassi di coinvolgimento più alti su tutte le piattaforme*. Il costo, ovviamente, può essere anche molto inferiore. Diversi tipi di Influencer Diamo un'occhiata ai diversi tipi di influencer di Instagram in base alle dimensioni del pubblico. Non esiste una limitazione precisa per la dimensione del pubblico, ma generalmente i tipi di influencer sono suddivisi come: Nano-influencer I nano-influencer hanno 10.000 follower o meno, come la mamma blogger Lindsay Gallimore (8,3K follower) Micro-influencer I micro-influencer hanno da 10.000 a 100.000 follower, come la blogger di lifestyle Sharon Mendelaoui (13,5K follower) Macro-influencer I macro-influencer hanno da 100.000 a 1 milione di follower, come il creatore di cibo e viaggi Jean Lee (115.000 follower) Mega-influencer I mega-influencer hanno più di 1 milione di follower, come la star di TikTok Savannah LaBrant (28,3 milioni di follower) Quanto costa il social influencer marketing? Gli influencer con una vasta portata si aspettano giustamente di essere pagati per il loro lavoro. Il prodotto gratuito potrebbe funzionare con i nano-influencer, ma una campagna di influencer più ampia richiede un budget. Per i grandi marchi che lavorano con influencer di celebrità, il budget potrebbe essere piuttosto elevato. La spesa statunitense per l’influencer marketing, ad esempio, è destinata a superare i 4 miliardi di dollari nel 2022 . Fonte: eMarketer Pensa a quale tipo di struttura di pagamento è più sensata per i tuoi obiettivi. Ma sii disposto a considerare anche le esigenze dell'influencer. Ad esempio, una struttura di affiliazione o di commissione potrebbe essere un'opzione al posto di una tariffa fissa o per ridurre tale tariffa. Infatti, il 9,3% degli influencer statunitensi ha affermato che il marketing di affiliazione (tramite link di affiliazione e codici promozionali) è stata la loro principale fonte di reddito. Detto questo, la formula di prezzo di base più comune per i post Instagram degli influencer è: $ 100 x 10.000 follower + extra = tariffa totale Come creare una strategia di influencer marketing 1. Determina i tuoi obiettivi L’obiettivo numero uno per i brand che utilizzano l’influencer marketing è raggiungere nuovi clienti target. Questo ha senso, dal momento che una campagna di influencer estende la tua portata ai follower di quella persona. Tieni presente che l'obiettivo è semplicemente raggiungere nuovi clienti, non necessariamente effettuare una vendita subito. Aumentare le vendite è in realtà il terzo obiettivo più comune delle campagne di influencer marketing, dopo aumentare la consapevolezza del marchio e la considerazione del prodotto. Fonte: Percezioni degli inserzionisti Pensa a come il tuo piano di influencer marketing si adatterà alla tua più ampia strategia di marketing sui social media e crea obiettivi misurabili su cui puoi riferire e monitorare. 2. Scopri chi stai cercando di influenzare Una strategia di influencer marketing efficace richiede che tu parli con le persone giuste utilizzando gli strumenti giusti e i giusti influencer. Il primo passo è definire chi sarà il tuo pubblico per questa specifica campagna. Sviluppare i personaggi del pubblico è un ottimo modo per assicurarti di capire chi stai cercando di raggiungere. Forse stai cercando di raggiungere una parte più ampia del tuo pubblico attuale o un pubblico completamente nuovo. Una volta che hai deciso, crea un set corrispondente di influencer personas. Questo ti aiuterà a capire le qualità che cerchi nei tuoi influencer. 3. Comprendere le regole Prima di immergerti nell'influencer marketing, è importante comprendere le regole. Negli Stati Uniti, tali regole provengono dalla Federal Trade Commission . La FTC prende molto sul serio la divulgazione. Assicurati di includere linee guida sulla divulgazione nei tuoi accordi con gli influencer. Gli influencer devono identificare i post sponsorizzati . Tuttavia, non sempre lo fanno. Oppure potrebbero farlo in modo così subdolo da rendere la divulgazione effettivamente nascosta o incomprensibile. Nel Regno Unito, ad esempio, la Competition and Markets Authority (CMA) ha indagato sulla “pubblicità nascosta” su Instagram e ha spinto la società madre Facebook a impegnarsi in modifiche che rendano la divulgazione più semplice e chiara. Le regole specifiche variano leggermente in base al Paese, quindi assicurati di controllare i requisiti più attuali nella tua giurisdizione. Nella maggior parte dei casi, devi solo essere chiaro e diretto in modo che gli spettatori capiscano quando un post è sponsorizzato in qualche modo. Ecco alcuni punti chiave della FTC : Le revisioni video devono includere la divulgazione scritta e verbale della partnership. Deve essere all'interno del video stesso (non solo nella descrizione). Gli strumenti integrati sulle sole piattaforme di social media non sono sufficienti. Tuttavia, dovresti comunque usarli. Instagram stesso ora specifica che qualsiasi contenuto brandizzato (noto anche come influencer marketing) sulla piattaforma deve utilizzare il tag Branded Content per identificare la relazione. Ciò aggiunge il testo "Partnership a pagamento con [il tuo marchio]" nell'intestazione del post. #ad e #sponsored sono ottimi hashtag da utilizzare per la divulgazione. Ma assicurati che siano ben visibili e non semplicemente aggiunti alla necessità di una lunga serie di tag. Quest’ultimo punto è importante. Alcuni influencer potrebbero essere cauti nel mettere l'hashtag #ad o #sponsored in primo piano. Ma è lì che deve essere. 4. Considera le tre R dell'influenza L’influenza è composta da tre componenti: Rilevanza Portata Risonanza Rilevanza Un influencer rilevante condivide contenuti rilevanti per la tua attività e il tuo settore. Devono avere un pubblico in linea con il tuo pubblico di destinazione . Ad esempio, per mostrare la taglia dei costumi da bagno inclusa, Adore Me ha collaborato con il creatore di body positive Remi Bader. Con 3,2 milioni di visualizzazioni su TikTok di Bader e più di 8.800 Mi piace sui suoi Instagram Reels, il video ha esposto la linea a un pubblico organico impressionante di follower dedicati. Adore Me ha utilizzato i contenuti di Bader anche per creare un'inserzione su Instagram combinata con un'esperienza istantanea. Quella campagna pubblicitaria di influencer ha portato a un aumento del 25% nell’attivazione dell’abbonamento con un costo per cliente inferiore del 16% rispetto alle normali campagne pubblicitarie su Instagram. Portata La portata è il numero di persone che potresti potenzialmente raggiungere attraverso la base di follower dell'influencer. Ricorda: un pubblico ristretto può essere efficace, ma devi assicurarti che ci sia abbastanza seguito per allinearti ai tuoi obiettivi. Risonanza Questo è il potenziale livello di coinvolgimento che l'influencer può creare con un pubblico rilevante per il tuo marchio. Non per insistere, ma più grande non è sempre meglio. Come abbiamo detto sopra, un numero elevato di follower non ha senso se questi follower non sono interessati alla tua offerta. Gli influencer di nicchia, d’altro canto, possono avere follower molto dedicati e coinvolti. 5. Compila un breve elenco di influencer Quando pensi a con chi vuoi lavorare, la chiave è la fiducia. Il tuo pubblico deve fidarsi e rispettare le opinioni degli influencer con cui collabori. Senza la componente fiducia, qualsiasi risultato sarà superficiale. Farai fatica a vedere un impatto aziendale tangibile dai tuoi sforzi. Come fai a sapere se il tuo potenziale influencer è fidato? Coinvolgimento . Vuoi vedere molte visualizzazioni, Mi piace, commenti e condivisioni. Nello specifico, vuoi vederli dai precisi segmenti di follower che stai cercando di raggiungere. Un buon tasso di coinvolgimento significa anche un seguito fedele, piuttosto che un numero di follower gonfiato sostenuto da bot e account fraudolenti . Devi trovare qualcuno che produca contenuti con un aspetto che integri il tuo. Il tono deve anche essere appropriato al modo in cui desideri presentare il tuo marchio ai potenziali clienti. Ciò garantirà che le cose non sembrino sconnesse nei post sui social media di entrambe le parti. 6. Fai le tue ricerche Dai un'occhiata a ciò che pubblicano i tuoi potenziali influencer. Con quale frequenza condividono contenuti sponsorizzati? Se stanno già colpendo follower con tonnellate di post a pagamento, il loro tasso di coinvolgimento potrebbe non durare. Cerca molti contenuti organici e non a pagamento per mantenere i follower interessati, entusiasti e coinvolti. Tienilo a mente quando pensi a cosa chiederai all'influencer di pubblicare. Chiedere troppi post in un breve lasso di tempo renderà la tua offerta difficile da accettare per l'influencer, anche se arriva con una grossa busta paga. Gli influencer più richiesti ricevono molte offerte. Quando ti avvicini per la prima volta a un influencer, dovrai dimostrare di aver dedicato del tempo per imparare cosa fanno. Assicurati di sapere esattamente di cosa trattano i loro canali e chi è il loro pubblico. 7. Contattalo in privato e personalmente Inizia lentamente la tua comunicazione con un nuovo potenziale partner interagendo in modo organico con i suoi post. Come il loro contenuto. Commenta quando opportuno. Sii riconoscente, non commerciale. Quando sei pronto a suggerire una partnership, un messaggio diretto è un ottimo punto di partenza. Se riesci a trovare un indirizzo email, prova anche quello. Ma non inviare un'e-mail di massa o un messaggio diretto generico. Potrebbe volerci un po’ più di tempo per scrivere un messaggio personale a ciascun influencer. Ma dimostrerà che sei serio riguardo alla potenziale partnership. Ciò a sua volta aumenterà le tue possibilità di concludere un accordo. Fornisci quante più informazioni possibili sul tuo marchio. Dì loro cosa speri di ottenere con la tua campagna Instagram. Metti in chiaro quali vantaggi trarrà l’influencer, al di là dello stipendio. Una cosa fondamentale da tenere a mente durante questo processo: potresti non voler utilizzare la parola “influencer” quando ti rivolgi a potenziali partner. I creatori di contenuti preferiscono essere chiamati proprio così, creatori, e potrebbero vedere il termine “influencer” come un insulto che sminuisce il loro lavoro. 8. Collabora con il tuo influencer per sviluppare contenuti efficaci Un influencer dei social media che ha lavorato duramente per costruire un seguito non accetterà un accordo che faccia sembrare incoerente il proprio marchio personale. Dopotutto, gli influencer sono esperti nella creazione di contenuti. Ecco perché preferiscono essere chiamati creatori. Otterrai il massimo valore dal loro lavoro consentendo loro di mostrare tali abilità. Naturalmente è una buona idea fornire alcune linee guida su ciò che stai cercando. Ma non aspettarti di gestire l'intera campagna. 9. Misura i tuoi risultati Quando lanci la tua campagna di influencer, potresti essere tentato di concentrarti su parametri di vanità come Mi piace e commenti. Se il tuo influencer ha un seguito molto più ampio del tuo, potresti sentirti un po’ abbagliato dall’enorme numero di Mi piace che può accumulare. Ma per misurare l’efficacia di una campagna, è necessario comprenderne il valore in termini di ritorno sull’investimento. Fortunatamente, ci sono molti modi per misurare il successo della tua campagna. I parametri UTM sono un modo per tracciare i visitatori che un influencer invia al tuo sito web. Possono anche aiutare a misurare il livello di coinvolgimento ricevuto dalla campagna. Quando assegni a ciascun influencer i propri collegamenti univoci con codici UTM, otterrai un quadro chiaro dei risultati. Ciò ti consente di calcolare l’impatto sui tuoi profitti. Il collegamento "coupon" a cui si fa riferimento nel post dell'influencer di cui sopra probabilmente aveva un UTM allegato in modo che Royale potesse tenere traccia del numero di vendite che ne derivavano. Dare agli influencer il proprio codice sconto è un altro modo semplice per monitorare le vendite che ti inviano. Se utilizzi gli strumenti per i contenuti brandizzati su Facebook e Instagram per le tue campagne di influencer, avrai accesso agli approfondimenti sia per i feed che per i post delle storie. Puoi accedervi tramite Facebook Business Manager . Potresti anche richiedere che l'influencer ti invii report dettagliati sulla portata e sui livelli di coinvolgimento dei suoi post. Strumenti di influencer marketing Ora che sei pronto per iniziare con l'influencer marketing, ecco alcuni strumenti per renderlo più semplice. Collabstr Collabstr è un mercato gratuito in cui i marchi possono cercare influencer in base a piattaforma, nicchia, posizione e altro. Da lì, puoi effettuare ordini con influencer e comunicare con loro direttamente attraverso la piattaforma fino all'invio dei risultati finali. Right Relevance Pro Questa app può cercare i migliori contenuti condivisi dagli influencer in base all'argomento e alla posizione. Usalo per identificare leader di pensiero e scoprire potenziali partnership con influencer in base alla qualità dei contenuti che condividono. Fourstarzz Influencer Recommendation Engine Questa app fornisce consigli personalizzati sugli influencer. Aiuta a prevedere la copertura stimata, il coinvolgimento e altri risultati della campagna e ti guida nella creazione di proposte di campagne di influencer. Insense Insense collega i marchi con una rete di 35.000 creatori di contenuti per produrre contenuti brandizzati personalizzati. Puoi quindi promuovere i contenuti tramite annunci su Facebook e Instagram, ottimizzare i contenuti per le storie di Instagram e utilizzare l'editor video AI per suddividere i contenuti in più video. Facebook Brand Collabs Manager Questo strumento gratuito di Facebook consente ai marchi di connettersi con creatori di contenuti preselezionati su Facebook e Instagram. Piattaforme di influencer marketing Vuoi utilizzare una piattaforma di influencer marketing per connetterti direttamente con gli influencer? Alcuni dei migliori includono: AspireIQ Upfluence Heepsy Semplifica il marketing degli influencer con Hootsuite. Pianifica post, ricerca e interagisci con influencer nel tuo settore e misura il successo delle tue campagne. Provalo gratuitamente oggi. SI! E' ORA CHE IL TUO BUSINESS DECOLLI!!! 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  • CE NE VUOLE PER..

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  • AI NUMERI BISOGNA ARRENDERSI

    👇Le parole possono essere forvianti 👇Le opinioni possono essere soggettive 👇I processi possono essere corrotti 🤙𝗠𝗔 𝗔𝗜 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗜 𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗔 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗦𝗜!!! #marketing#marketingdigital#marketingstrategy#studiolife🎧 #prove#zero#chiacchiere#insight#la#matematica#non#è#un#opinione#testa#bassa#e#non#diciamo#cazzate#iene#fameliche 📚🔎🗿💣🔫🕳🎯🎲🧩✍️🪶🌈💦🍼 #ogni#emoticon#ha#un#senso 😎🧐😉😈

  • SEO & WORDPRESS

    👉Questi nella foto sono degli articoli fatti in Ottica SEO e cioè ottimizzati ed indicizzati. 👉Significa che sono stati fatti in una maniera tale che se un utente attivo effettua una ricerca su Google, essi abbiano le migliori possibilità di apparire per primi! Ma attenzione! Gli Articoli devono si seguire un criterio ed esser fatti così. ❓Ma poi pensi che il gioco sia fatto? ❓Pensi che basti questo per far vedere tutta la fatica che hai fatto ed apparire agli occhi di chi sta cercando ❗Purtroppo no! ❗Neanche per sogno! ❗Ma non disperare, a tutto c'è una soluzione Bisogna solo intuire quale😈👿👹👺💩 #marketing#marketingdigital#marketingstrategy#marketingstrategyforsmallbusiness#marketingonline#marketingitalia#marketingdigitale#studiolife🎧 #prove#zero#chiacchiere#testa#bassa#intuito#copywriter#copywriting#copy#copywritingtips#aziendeitaliane#aziende#italia#italiaonlineperleimprese#italiaonline

  • UN CONTO E' LAVORARE PER UN BRAND...

    🎙📱𝗨𝗡 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗘' 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡 𝗕𝗥𝗔𝗡𝗗...📲 😲UN CONTO E' LAVORARE PER GUSELLA MILANO💪 🦾𝗕𝗥𝗔𝗡𝗗 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗗𝗘𝗧𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘🙌 💚🤍❤️ 💚🤍❤️ 💚🤍❤️ #gu#sel#la#milano#fashion#style#fashionstyle#made#in#italy#italianstyle#the#italian#job#eleganza#elegancestyle#fashion#marketing#marketingdigital#photo#photoediting#photoeditor#photocreative#marketing#marketingdigital#marketingstrategy#studiolife🎧 #zero#chiacchiere#marketingonline 💚🤍❤️ 💚🤍❤️ 💚🤍❤️

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